La manifestazione
Slogan e fischietti, scatta la protesta
Contro la chiusura del punto nascita poche mamme e tanta politica
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. È il giorno del sit-in di protesta davanti all'Asl, in difesa del punto nascita di Pontremoli. Ma, avverte il consigliere regionale del Pdl Jacopo Ferri, presente alla manifestazione assieme a molti altri esponenti del centro destra, non è solo sul reparto di ostetricia del Santo Antonio Abate che la Lunigiana starebbe sperimentando la severa politica dei «tagli». Anzi, sarebbe già in atto quello che Ferri definisce un «pericoloso effetto a catena». Ferri: due medici licenziati, servizi a rischio. «Proprio stamani - spiega Ferri - mi hanno informato che il servizio di ufficiale sanitario di Pontremoli è stato drasticamente ridotto all'osso. Fino a un mese fa c'erano due medici, e il servizio, importante punto di coordinamento, funzionava tutti i giorni. Dal primo di gennaio sono stati lasicati a casa, è arrivata una nuova dottoressa. La conclusione? Ora lo stesso servizio è attivo solo due giorni alla settimana, per un'ora». «La chiusura del Punto nascita è il caso più eclatante.- continua Ferri - e finchè non vedremo, messo nero su bianco, l'atto ufficiale, continueremo a batterci perchè non si arrivi a una decisione ormai già presa. Il problema dei tagli, però, riguarda tutta la Lunigiana, e molte soluzioni vcengono messe in pratica passando sulla testa di tutti, per primi gli utenti». Sulla vicenda del punto nascita l'analisi di Jacopo Ferri parte da un'esperienza personale. «I miei tre figli sono nati a Parma - spiega - Mia moglie voleva fare il parto in analgesia e quel servizio a Pontremoli non era previsto. Questo per mettere in luce che la politica di impoverimento del nostro ospedale è cominciata già da un pezzo. Non si è mai fatto nulla per fare aumentare il numero di parti, anzi, si è andati sempre nella direzione opposta». Cartelli, slogan e fischietti davanti all'Asl. Sfidando il freddo polare sono arrivati a Carrara anche dalla Lunigiana. Tanti cartelli: «Sindaci, sfiduciate la De Lauretis»; «Bibbiena e Pontremoli: in Regione figli e figliastri» e lo striscione: «Siamo stanchi di pagare i danni di chi amministra». Una cinquantina di persone ha presidiato l'ingresso dell'Asl, dove si riuniva al conferenza dei sindaci. Tanti esponenti del centro destra (dal consigliere regionale Jacopo Ferri all'onorevole Lucio barani) ma nessuna bandiera: chi aveva intenzione di sventolare il vessillo del Popolo della libertà si è quindi accontentato di legarlo a mo' di sciarpa attorno al collo. Gli slogan: «Vergogna, dimissioni» non fanno però scomporre i sidnaci che guadagnano l'interno dell'Asl. Anzi in molti si fermano a salutare e a stringere la mano a Jacopo Ferri e ad altri esponenti del centro destra. La battaglia delle mamme. In realtà al presidio davanti all'Asl le mamme erano poche. Ma c'è anche ci ha portato il suo bambino. È il caso di Cristina Felini, pontremolese, con il piccolo Giacomo, di 3 mesi. «Il mio bambino è nato a Pontremoli - dice - Mi sono trovata benissimo e ho avuto un'ottima assistenza. Credo che per noi donne della Lunigiana questa del putno nasicta sia una battaglia importnate: dobbiamo batterci affinchè non ce lo portino via». In prima fila, davanti all'Asl, c'era anche Lorella Bertonelli di Montignoso, la donna che dopo aver partorito la figlia a Pontremoli, nel 2005, adesso è impegnata in una raccolta di firme («già ottanta in due giorni fra Massa e Montignoso» dice) contro la chiusura del punto nasicta. «A Pontremoli si è trattate come persone, non come numeri: è questa la forza di un reparto che non deve essere cancellato». E infine c'è una madre che ha partorito, al Sant'Antonio Abate, una figlia disabile. «In quel momento difficile ho avuto tutta l'assistenza necessaria, anche dal punto di vista umano. È per questo che ora sono qui insieme alle altre mamme». A.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
