Il Tirreno

E ora il fronte sindacale si divide

Cristina Felini con il piccolo Giacomo davanti alla sede Asl per protestare
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Cristina Felini con il piccolo Giacomo davanti alla sede Asl per protestare

Insieme solo Cgil e Cisl: puntiamo ai problemi veri

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 MASSA. Cgil e Cisl la Uil la nominano poche volte, ma il messaggio è inequivocabile. Il fronte sindacale, sul tema Asl, non è compatto. E non a caso le due sigle convocano una conferenza stampa unitaria e parlano a chiare lettere: «Basta questioni di piccolo cabottaggio. Non possiamo fermarci su dettagli quando rischiamo che l'intera nave affondi».  E la frattura con la Uil, seppure non dichiarata, si evidenzia quando Pierluigi Trivelli, segretario funzione pubblica per la Cisl, ribadisce che il suo sindacato e la Cgil hanno «da tempo intrapreso un percorso condiviso su sanità e deficit. Ci uniamo per dare un segnale forte alla politica e all'azienda». Che con la terza sigla non ci sia gran feeling è confermato quando l'attenzione si sposta sul tema Oss. A Trivelli si unisce anche Laura Lucchesi, responsabile sanità per la Cisl: «Dal 2007 è iniziata la battaglia per l'internalizzazione delle operatrici sanitarie e gli striscioni erano quelli di Cgil e Cisl». Perché lo scopo è chiarire che «il sindacato non ha mai abbandonato le Oss e non lo farà». Sul tema dice la sua anche Paolo Guerra (funzione pubblica Cgil):«Non ho apprezzato il richiamo dell'assessore Leonardi e del consigliere Casotti, sia chiaro che il nostro impegnbo a sostegno delle Oss è stato massimo. Abbiamo chiesto che la graduatoria sia estesa all'area vasta e sia utilizzata anche per il turn over». Ma soprattutto, da Guerra arriva un appello ad una battaglia condivisa: «Basta campanilismo, rischiamo un 2011 drammatico, sia sul piano dei servizi, sia su quello occupazionale, non ha senso muoversi a tutela del proprio orticello». L'idea è chiara: Cgil e Cisl vogliono puntare alla condivisione, vogliono essere parte attiva nel processo di riorganizzazione del sistema, per ridisegnare l'identità della sanità locale. A tutela dei cittadini e dei lavoratori. Guardando alle questioni di insieme e non alla soluzione transitoria di aspetti secondari.  Un concetto che ribadisce anche Valerio Musetti, responsabile sanità per Cgil: «Dobbiamo opporci allo spezzatino, puntare ad una riduzione degli sprechi controllando la spesa per medicinali, ausili, presidi e l'appropriatezza delle prescrizioni». Poi i sindacati chiedono chiarezza su molti fronti: dai rapporti dell'Asl con la fondazione Monasterio (che gestisce L'Opa) e con la Società della salute, alle ipotesi di accorpamento. Senza dimenticare l'Hospice e le riorganizzazione dei presidi ospedalieri per intensità di cura. Il loro è un "no" alle decisioni non condivise: «Nessuno ancora ci ha detto che fine farà il personale che lavorava al punto nascita di Pontremoli. E se è vero che 4 ospedali sono troppi, abbiamo bisogno di contribuire alla riorganizzazione». Una risposta alle domande di Cgil e Cisl potrebbe arrivare il prossimo mercoledì quando i sindacati siederanno al tavolo con la neo direttrice Maria Teresa De Lauretis. C.S.

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