Il Tirreno

Sos ospedale. Invito ai sindaci a opporsi alla nomina a direttore generale del commissario De Lauretis

Ore 15, scatta il sit-in all'Asl

Fabrizio Palagi
Striscione di protesta all’esterno del punto nascita e sopra Daniela Scaramuccia
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Striscione di protesta all’esterno del punto nascita e sopra Daniela Scaramuccia

Mobilitazione per salvare il punto nascita di Pontremoli

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 PONTREMOLI. Scocca il D-day per il punto nascita del Sant'Antonio Abate: alle 15 è infatti fissata la manifestazione di protesta davanti alla sede dell'Asl1 a Carrara, organizzata dal comitato pro ospedale "Paola Fanti". Il tutto mentre all'interno dell'edificio di via Don Minzoni sarà in corso la Conferenza dei sindaci convocata dalla stessa amministrazione sanitaria.  Gli organizzatori prevedono una larga adesione all'iniziativa dato che l'eventuale chiusura del reparto di maternità coinvolgerebbe non soltanto i pontremolesi, bensì l'intero comprensorio lunigianese.  Il sit-in davanti alle sede Asl ha anche come obiettivo la protesta contro i tagli indiscriminati ai servizi e alla loro qualità, con conseguenti riduzioni dei posti di lavoro.  «Tagli che non ricadranno sui colpevoli di una gestione a dir poco scellerata ma sulla pelle dei cittadini» cita una nota del comitato appositamente emessa per la manifestazione odierna e che inoltre ricorda: «Alle 15,30 all'interno della sede sanitaria apuana si terrà una Conferenza dei sindaci durante la quale il Commissario dell'Asl1, Maria Teresa De Lauretis verrà nominata direttore generale: la decisione di questa nomina è già stata presa dall'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia, che poi dovrà essere ratificata dai sindaci. La decisione di chiudere il punto nascita lunigianese è ritenuta profondamente ingiusta in quanto al di là del numero dei parti, circa 200, il reparto non presenta fattori di rischio, infatti, negli ultimi dieci anni, i dati di natimortalità e tasso dei cesarei sono in linea con la media regionale e al di sotto della media nazionale».  Scienza & Vita. Anche l'associazione pontremolese scende in campo a favore del punto nascita.  Il presidente Cristian Ricci dice tra l'altro: «La nostra associazione guarda alla vita come al dono più alto, pertanto non ritiene giustificabile privare le partorienti del nostro territorio di questa necessaria assistenza, al fine di introdurre tagli di spesa per rimediare al disavanzo di bilancio e considera, altresì, inaccettabile che non si intervenga laddove, riscontrate delle carenze organizzative o strutturali, sarebbe doveroso fare tutto quanto è necessario per agevolare il diritto alla vita e la doverosa assistenza alle mamme in attesa, invece di addivenire a una pura e semplice eliminazione di questo importante servizio. Questa modalità di gestione del punto nascite di Pontremoli non è, a parer nostro, rispettosa dell'alta dignità della femminilità e non riconosce l'esistenza di valori, come quello alla vita, che precedono sempre altre necessità e che richiedono, come nella situazione di specie, la ricerca di soluzioni alternative».  Terza protesta. La manifestazione oggi in programma sarà un po' la gemella di quella effettuata la scorsa estate, sempre di fronte alla sede dell'Asl1, quasi in contemporanea con il corteo notturno messo in atto nelle vie pontremolesi.  Tre proteste organizzate alle quali si aggiunge quella più contenuta attuata lunedì scorso proprio all'ingresso del reparto maternità del Sant'Antonio Abate, in coincidenza con la celebrazione del patrono dell'ospedale.  In tale occasione la protesta si limitò ad alcuni striscioni appesi all'esterno della portineria, dato che nella cappelletta dell'ospedale si stava svolgendo la Messa per celebrare Sant'Antonio Abate.

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