Finanza
Ma i 12 dipendenti sono «al sicuro»
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Valerio Bracci della società «Terme e Sorgenti San Carlo» Il gruppo: congelati gli investimenti, però Massa è fuori dall'indagine
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MASSA. "La società Terme e Sorgenti San Carlo non è oggetto dell'indagine della magistratura. La procura si sta occupando delle attività del settore industriale della Vichi Holding, non di quelle attinenti alla ristorazione e al termalismo». Così il gruppo romano fa sapere che San Carlo non è al centro della bufera giudiziaria che sta investendo la holding. E che, quindi, tra le società "in bonis" (cioè con attivi in bilancio) della Vichi di cui la procura ha ottenuto il sequestro, non ci sono le terme di San Carlo. E, soprattutto, fa sapere il gruppo romano, «stiamo mantenendo tutti gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori della linea di imbottigliamento dell'acqua: ai nostri 12 dipendenti di Massa abbiamo finora garantiti stipendi e coperture contributive, soltanto un contratto a termine non è stato rinnovato». La holding conferma, invece, il "congelamento" degli investimenti annunciati (15 milioni di euro) e, quindi, il sostanziale blocco dei progetti di rilancio del centro di San Carlo. «Le difficoltà del gruppo - dice Valerio Bracci, direttore della San Carlo - dipendono più dalla crisi generalizzata che dall'inchiesta della magistratura. Il nostro progetto sulle terme si è fermato per i contraccolpi della congiuntura nazionale e internazionale. L'imbottigliamento - continua Bracci - comunque funziona, mentre per quanto riguarda il ristorante, stiamo valutando sulle prospettive future, si tratta di capire come rimodulare e ridare slancio a questa attività». C.F.
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