Sicurezza
«Isola felice dove la malasanità non è di casa»
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Il reparto maternità di Pontremoli Madre di Carrara preferisce partorire a Pontremoli anzichè negli ospedali costieri
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PONTREMOLI. Continuano le testimonianze dirette per il mantenimento del punto nascita. Dopo Lorella Bertonelli, la mamma di Montignoso che cinque anni fa ha preferito partorire al Sant'Antonio Abate anzichè negli ospedali di costa, stavolta è una donna di Carrara a raccontare la sua esperienza. «Sono rammaricata, da utente del servizio sanitario nazionale, nell'essere venuta a conoscenza della decisione di chiudere il reparto di ginecologia di Pontremoli - dice la signora che, pur fornendoci il proprio nome, preferisce non apparire - sono di Carrara, alla terza gravidanza, il primo figlio è nato a Carrara e il secondo a Massa. Ho conosciuto il reparto di ginecologia di Pontremoli per caso: per l'esame del bitest, ma soprattutto consigliata dalla mia ginecologa per poter avere un esame ecografico dal dott. Benelli, che considero ecografo di prim'ordine. Fin dal primo momento ho avuto la sensazione di essere capitata nel classico esempio della tanto auspicata "buona sanità". Tra le altre cose ho avuto una complicazione durante la gravidanza ma, affidandomi totalmente nelle mani del dott. Benelli e di tutto il suo staff, sono stata seguita con professionalità e competenza. La cosa sorprendente è che, parlando con tantissime persone di questa mia esperienza più che positiva, tutti coloro che hanno avuto occasione di frequentare il reparto mi hanno confermato di avere vissuto la mia stessa esperienza: competenza, professionalità e la netta sensazione di essere in mano a persone preparate e umane. Parlando da cittadina, sembra assurdo che, in un momento come questo dove i fatti di malasanità sono all'ordine del giorno, si assista alla soppressione di un reparto che dovrebbe essere considerato come un eccellente punto nascite di tutta la Lunigiana e perché no anche di chi come me, pur essendo di Carrara, decida di andare a partorire a Pontremoli perché ripone fiducia totale nei medici. L'amministrazione sanitaria, nell'operare scelte strategiche, dovrebbe anche tener conto dell'operato e del livello di efficienza raggiunto dai reparti da chiudere». F.P.
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