Finanza
«Gaia è nata bipartisan, ora è meglio abbassare i toni»
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Giuliano Minuto Giuliano Minuto, consigliere di amministrazione da due anni: preparare la gara al meglio
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MASSA-CARRARA. «Gaia nacque con una volontà bipartisan, e continua ad essere governata in maniera paritetica fra centrodestra e centrosinistra: mi piacerebbe che di questo aspetto se ne tenesse conto perché siamo di fronte a degli snodi fondamentali per il futuro e quindi sarebbe bene ricordarsene». A parlare è Giuliano Minuto da poco più di due anni nel consiglio di amministrazione della società che gestisce il servizio idrico a Massa-Carrara, Lucca e alcuni comuni del Pistoiese. Un intervento il suo, ribadisce fin da subito, finalizzato a ricordare la nascita della società e anche per chiarire alcuni aspetti. «Gaia nasce alla luce di una scelta dei sindaci, che però avevano sottovalutato una difficoltà iniziale, e cioé che con un capitale sociale di due milioni di euro era di fatto impossibile avviare un piano di investimenti pluriennale da circa 300 milioni. Un piano che peraltro era necessario di fronte alle difficoltà del territorio, di fronte a perdite cospicue dalle tubazioni, e anche di impianti di depurazione da ristrutturare o addirittura da costruire ex novo. Ma quella sottovalutazione ha portato con sè varie difficoltà economiche fino alla decisione del 2008 di andare a una prima ricapitalizzazione». Si è poi aperta una fase nuova. «Io dall'ottobre del 2008 sono nel consiglio di amministrazione di Gaia, e posso dire che la società, e lo dicono numeri e non io, è gestita in maniera professionale e seguendo i dettati della legge. I dati contabili ci dicono che la società è in grado di proporre il bando di gare per la privatizzazione del socio privato, socio che, lo ricordo potrà avere dal 40% al massimo 49,9% del capitale. Un altro aspetto mi fa un po' sorridere e tutto sommato ci amareggia come società: nei Comuni dove governa il centrodestra, sono le forze di centrosinistra a gridare contro la società e a chiedere di uscire da Gaia; dove invece governa il centrosinistra, è il centrodestra che fa i proclami. Questa è una società pubblica, nata perché lo diceva la legge, ed era la legge a indicare che doveva essere formata con queste modalità: a questo punto, penso - alla luce della mia esperienza di amministratore da decenni - che l'atteggiamento migliore sia quello di abbassare i toni della polemica, e ragionare insieme sui dati di fatto. Capire quindi qual è la strada giusta per affrontare al meglio la gara della privatizzazione, i consigli comunali penso che debbano avere un atteggiamento responsabile e così facendo la società potrà continuare a dare le migliori risposte ai cittadini. Un altro aspetto mi piacerebbe ricordare: si parla tanto di costi dei cda, vorrei ricordare che attualmente il consiglio è composto da cinque persone e non più da dieci. Se vedete i costi rispetto al 2004 sono diventati un quarto di quella cifra iniziale e per il 2011 ci sarà un ulteriore taglio: strada ne è stata fatta, migliorìe sono sempre possibili, ma a noi piacerebbe ricevere proposte costruttive e migliorative in vista della gara, non assistere a proclami che rischiano di danneggiare l'immagine e la prospettiva societaria». Un'ultima annotazione: il Cda nel 2005 costava 543.804 euro l'anno, nel 2011 costerà 136.944 euro. M.B.
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