Sicurezza
«Premio Lunezia, costoso e impopolare»
Gianluca Uberti
◗
Una edizione del Premio Lunezia nelle piazze di Aulla Matteo Ratti mette in discussione il futuro della kermesse musicale
2 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Premio Lunezia addio? È il consigliere comunale di "Idee in Comune", Matteo Ratti, a mettere in discussione il conferimento musical-letterario ai testi delle canzoni italiane, nato nel 1996 da un'idea del suo patron, lo spezzino Stefano De Martino e, lo scorso anno, giunto al 15º atto. Una edizione sempre più televisiva, aggettivo quanto mai appropriato, poiché erano davvero tante le telecamere che riprendevano l'evento in piazza Cavour. Un Premio Lunezia, l'ultimo, caratterizzato anche da cadenze molto più adatte che in passato al piccolo schermo e ancora in attesa di essere trasmesso su un canale della Rai in uno special di settanta minuti. E a dare, più di ogni altra considerazione, la consapevolezza della metamorfosi del Premio Lunezia c'è il fatto che nel lato della piazza opposto al palco si stagliava una struttura rialzata dove il critico musicale Dario Salvatori ed Eva Crosetto di Uno Mattina conducevano delle interviste durante lo svolgimento della manifestazione, inquadrati in modo che si potesse vedere alle loro spalle lo spettacolo in corso di svolgimento sul palco. Non mancava, però, qualche mugugno a bassa voce levatosi dal pubblico assiepato dietro le transenne per la scelta, a quanto pare dettata esclusivamente da esigenze televisive, di piazza Cavour, giudicata troppo piccola da qualcuno. Ma torniamo a Ratti. Infatti, il consigliere comunale di minoranza ha presentato una interpellanza con richiesta di risposta orale in occasione del prossimo consiglio comunale, interpellanza in cui chiede che il consiglio comunale aullese «apra una riflessione sul mantenimento o meno del Premio Lunezia. I numerosi tagli che hanno coinvolto gli enti locali, frutto di recenti manovre di governo, si ripercuoteranno sicuramente anche sulle Regioni e sulle Province ed è per questo che si pone la necessità di capire se i partner del Premio Lunezia assicureranno la loro quota di adesione. Allo stesso tempo, sarebbe opportuna una attenta riflessione sull'utilità di un premio costoso e sempre più lontano dalle persone, che fagocita gran parte delle risorse già esigue del ramo cultura del Comune di Aulla. Tali risorse finanziarie, infatti, non consentono all'amministrazione comunale di svolgere una azione culturale attenta e qualitativamente all'altezza durante tutto l'anno, cosa che una città come Aulla - conclude Ratti - di certo meriterebbe». Vedremo quale sarà la posizione che prenderà la delegata comunale alla cultura, Alessandra Colombo, sul Premio Lunezia, costato nel 2009, in occasione della quattordicesima edizione, 108mila euro, 33mila dei quali sborsati dal Comune di Aulla.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
