Il dolore
Il posto fisso? Da modella di nudo
Alessandra Vivoli
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Lei, Elisabetta Parrini, massese, 50 anni compiuti da poco e un fisco minuto da ragazzina, il posto fisso tanto agognato lo ha trovato da tempo. Non dietro a una scrivania e neppure allo sportello di una banca, ma sulla pedana della «Scuola libera del nudo» dell'Accademia di Belle Arti. Tre volte la settimana sale all'ultimo piano dello storico istituto cittadino e si mette in posa, completamente nuda, per quattro ore.
Un lavoro, quello di Elisabetta che va avanti da vent'anni, con un contratto che le garantisce uno stipendio fisso, di circa 800 euro al mese.
«Ho cominciato tanti anni fa - ricorda - Ho frequentato l'Accademia e qui ho saputo che c'era questa opportunità di fare la modella di nudo. Per me è un lavoro come un altro: c'è solo un problema di contratto di cui si sta occupando, a Roma, il nostro sindacato. In sostanza non ci viene riconosciuto il «ruolo», come avviene per gli insegnanti, e ci stiamo battendo proprio per questo».
Intanto Elisabetta continua, con l'impegno di sempre, a svolgere la sua professione: lei è una delle modelle «storiche» dell'Accademia. Ad avere il «posto fisso» sono solo in due, l'altra viene impiegata spesso a Pietrasanta, nel corso di disegno di Omar Galliani. Poi ci sono altre modelle, e anche un modello, che vengono impiegate dall'istituto per «prestazioni d'opera»: anche nei corsi di pittura e scultura.
Elisabetta, chiusa nella sua vestaglia nera, nell'aula punteggiata da cavalletti e resa ancora più confortevole da una stufa elettrica, spiega come il suo lavoro di modella di nudo non le abbia mai procurato imbarazzo.
«Qui in Accademia ho trovtao un ambiente bellissimo, non ho mai avuto problemi di alcun genere - dice - Anche epr questo continuo a farlo da così tanti anni e alla pensione proprio non ci penso».
Ma nemmeno fuori dalle aule dell'Accademia il mestiere di questa grintosa modella cinquantenne, è mai stato un problema.
«Non sono sposata e ho la fortuna di avere amici che non hanno la mentalità ristretta e quindi mai avuto imbarazzi - spiega - E neppure gelosie di alcun tipo: per fortuna non ho mai incontrato persone così limitate».
La chiacchierata va avanti ma a fare sentire il disapputno sono proprio gli alunni della scuola di nudo, dritti in piedi dietro ai cavalletti con fogli e matita in mano. Protestano perchè non vogliono dipingere la loro modella con il vestito verde che si è messa addosso per farsi fotografare nella pedana su cui abitualmente si mette in posa. E così, chiusa bene la porta, la lezione della scuola libera di nudo può cominciare.
Un lavoro, quello di Elisabetta che va avanti da vent'anni, con un contratto che le garantisce uno stipendio fisso, di circa 800 euro al mese.
«Ho cominciato tanti anni fa - ricorda - Ho frequentato l'Accademia e qui ho saputo che c'era questa opportunità di fare la modella di nudo. Per me è un lavoro come un altro: c'è solo un problema di contratto di cui si sta occupando, a Roma, il nostro sindacato. In sostanza non ci viene riconosciuto il «ruolo», come avviene per gli insegnanti, e ci stiamo battendo proprio per questo».
Intanto Elisabetta continua, con l'impegno di sempre, a svolgere la sua professione: lei è una delle modelle «storiche» dell'Accademia. Ad avere il «posto fisso» sono solo in due, l'altra viene impiegata spesso a Pietrasanta, nel corso di disegno di Omar Galliani. Poi ci sono altre modelle, e anche un modello, che vengono impiegate dall'istituto per «prestazioni d'opera»: anche nei corsi di pittura e scultura.
Elisabetta, chiusa nella sua vestaglia nera, nell'aula punteggiata da cavalletti e resa ancora più confortevole da una stufa elettrica, spiega come il suo lavoro di modella di nudo non le abbia mai procurato imbarazzo.
«Qui in Accademia ho trovtao un ambiente bellissimo, non ho mai avuto problemi di alcun genere - dice - Anche epr questo continuo a farlo da così tanti anni e alla pensione proprio non ci penso».
Ma nemmeno fuori dalle aule dell'Accademia il mestiere di questa grintosa modella cinquantenne, è mai stato un problema.
«Non sono sposata e ho la fortuna di avere amici che non hanno la mentalità ristretta e quindi mai avuto imbarazzi - spiega - E neppure gelosie di alcun tipo: per fortuna non ho mai incontrato persone così limitate».
La chiacchierata va avanti ma a fare sentire il disapputno sono proprio gli alunni della scuola di nudo, dritti in piedi dietro ai cavalletti con fogli e matita in mano. Protestano perchè non vogliono dipingere la loro modella con il vestito verde che si è messa addosso per farsi fotografare nella pedana su cui abitualmente si mette in posa. E così, chiusa bene la porta, la lezione della scuola libera di nudo può cominciare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
