Il dolore
Fanno sciopero le donne delle pulizie
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Massimiliano Bindocci I dipendenti della Clean company incrociano le braccia
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LUCCA. Hanno proclamato altre due giornate di sciopero le quaranta donne che svolgono le pulizie negli uffici postali dei territori provinciali di Lucca e Massa per conto della Clean company, società assegnataria del nuovo appalto (ha sede ad Avellino). Un appalto vinto al ribasso, tanto che le lavoratrici si sono viste decurtare del 30%, spiega Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil, il monte ore di lavoro settimanale (in origine, da 20 a 25 ore). Le giornate in cui le lavoratrici incroceranno le braccia sono quelle di lunedì 24 e martedì 25 gennaio. Le donne chiederanno di essere ricevute in Provincia e dal prefetto e, con molte probabilità, insceneranno una protesta pacifica in piazza Napoleone, dove puliranno un monumento. Lo sciopero, indetto con il sostegno dei sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl, vuole far emergere una situazione di disagio che per le lavoratrici è pressoché totale, nella quale rientrano anche casi di trasferimento immediato e ritardi nel pagamento degli stipendi solo per dirne alcune. Non si esauriscono al problema con la Clean Company i problemi nel settore delle pulizie per conto di poste. «In passato - continua il sindacalista - diverse ditte non hanno mai finito di pagare i dipendenti. Proprio in questi giorni, grazie agli avvocati convenzionati con la Filcams Cgil che hanno vinto una causa contro Poste, la società ha pagato a diverse dipendenti che facevano le pulizie il trattamento di fine rapporto e altre competenze che la ditta assegnataria dell'appalto circa cinque anni fa (Pace servizi, ditta pugliese) non aveva mai pagato: Poste infatti è responsabile in solido in qualità di committente. Sono però ancora irrisolti i problemi con le ditte successive (Mgl e Mida), ma quello che più preoccupa è che la gestione delle Poste su questo appalto è sempre drammatica».
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