Il Tirreno

È ufficiale, il governo scarica Nca

È ufficiale, il governo scarica Nca

L'ultimatum: aprire a partner privati e a soluzioni oltre la navalmeccanica

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 CARRARA. Ora è ufficiale: il governo scarica Nca.  La commessa del maxi traghetto per la Rete ferroviaria italiana (forse) ci sarà. Almeno su questo l'impegno del Ministero dello Sviluppo economico è stato messo nero su bianco e tutto sarà deciso, o meglio perfezionato, nel consiglio d'amministrazione di Invitalia convocato per lunedì prossimo.  Ma a garanzia di questa commessa, che porterà 50 milioni di lavoro, il governo chiede un impegno condiviso sul futuro di Nca che viri verso il partner privato e preveda anche un'altra strada al di fuori dalla navalmeccanica. Quella soluzione che, in sostanza fino ad oggi era sempre stata rimandata al mittente dai sindacati.  Insomma, a quanto pare, quello per la commessa Rfi sarà l'ultimo aiuto da parte del governo per i Nuovi Cantieri Apuania. Alla faccia del protocollo stipulato il 17 marzo scorso.   Lo schiaffo del Ministero: per Nca partner privati e al di fuori dalla navalmeccanica. Dal tavolo romano uno stop alle illusioni. E la richiesta di impegni precisi. Adesso, il futuro del cantiere, nel pubblico come era stato fino ad oggi, diventa sempre più difficile.  Il Ministero - così è stato messo a verbale dopo l'incontro romano di ieri andato avanti per sette ore - «fa presente che non sussistono più le condizioni per il coinvolgimento di un partner industriale pubblico e che si rileva, altresì, l'opportunità, al fine di garantire prospettive occupazionali stabili, di ricercare soluzioni industriali private anche in settori diversi dalla navalmeccanica e, comunque, coerenti con la vocazione produttiva dell'area».  Dal Ministero dello sviluppo economico arrivano indicazioni ben precise che, in sostanza, vanno in perfetta controtendenza rispetto agli impegni presi in precedenza, solo dieci mesi, fa in quel famoso protocollo sulle sorti di Nca (al punto 4 per la precisione). In cui si palrava di un partner «prioritariamente privato» nel futuro del cantiere.  «Il Ministero ritiene che le difficoltà del settore navalmeccanico nazionale si siano ulteriormente aggravate nel corso di questi ultimi mesi (come emerso nell'ultimo Tavolo Nazionale della Cantieristica) e che questa situazione non potrà non incidere anche sullo stabilimento Nca di Marina di Carrara, con circa 180 lavoratori in Cassa Integrazione Ordinaria» si legge nel verbale dell'incontro firmato dall'assessore regionale Gianfranco SImoncini, da quello provinciale Paolo Baldini, dai sindaci Roberto Pucci e Angelo Zubbani e, dal dirigente del Ministero dello Sviluppo economico Andrea Bianchi.   Il contentino: ribadito l'impegno per la commessa delle Ferrovie. Qualcosa, al taovlo romano sulle grandi crisi della provincia apuana (oltre a Nca all'ordine del giorno c'era anche Etan) si è ottenuto. «Le amministrazioni locali e la Regione Toscana ritengono necessaria - così si legge nel vernale dell'incotnro al Ministero - la continuità aziendale di Nca attraverso il perfezionamento della commessa da parte di RFI in grado di garantire tale continuità per gli anni 2011 - 2012; in considerazione di questo le amministrazioni locali e regionali invitano il Ministero ed Invitalia a concludere rapidamente l'iter a favore di Nca».  I tempi sono strettissimi: il nuovo protocollo d'intesa deve essere stipultato entro la fine di gennaio. Quello da cui, è bene precisarlo, verrà eliminato quel partner «prioritariamente pubblico» che era stato inserito - grazie anche a una battaglia del sindacato - nel precedente protocollo.   Zubbani: subito il confronto con i sindacati. «Abbiamo registrato, anche se non condiviso, la posizione del governo - commenta a caldo il sindaco Zubbani - Adesso comincia il confronto con le parti sociali: entro la fine del mese dobbiamo dare delle risposte».  Il primo appuntamento è stato già messo in agenda per oggi alle 18 in provincia. Lunedì prossimo alle 17 ci si riunirà, invece, in Regione. Un percorso a marcia serrata attraverso cui il territorio dovrà decidere se dare l'ok a un futuro di Nca all'insegna dei partner privati e di una "mission" che non sia più, necessariamente, la navalmeccanica. Le difficoltà non mancano. «Anche perchè - fa notare il sidnaco Zubbani - non è che per quel che riguarda le offerte private ci sia la fila fuori dal cantiere».  Insomma una situazione tutta da definire. Una posizione, questa volta chiarissima, del governo che non è più disposto ad andare incontro a Nca. E una crisi, quella del cantiere, che diventa sempre più profonda. A.V.

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