Il Tirreno

«Così è peggio che a Mirafiori»

A.V.

Il sindacato compatto: nessun passo indietro

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 CARRARA. Non si fanno attendere le prime reazioni del sindacato.  Anche se la prima riunione con la politica e le istituzioni è convocata per oggi in Provincia, i confederali fanno già intendere, e a chiare lettere, quale sarà la loro risposta all'ultimatum del governo. E sembra proprio che di spiragli per un partner privato e una «mission» produttiva che vada oltre la navalmeccanica, proprio non ce ne siano.   Castelli (Fiom): è peggio di Mirafiori. È netta la posizioen dle segretario della Fiom Cgil, Alessio Castelli.  «Qui è peggio che a Mirafiori - sostiene - A Torino il diktat di Marchionne prevedeva investimenti, per il nostro cantiere invece c'è solo una bomba ad orologeria, destinata a decretare la sua fine».  Partendo da questo presupposto Castelli continua: «Per noi fa fede il protocollo del marzo 2010 (quello che prevedeva la ricerca di un partner «prioritariamente privato» e il mantenimento della navalmeccanica ndc) - conclude - Altrimenti si rischia di cancellare il cantiere».   Battistini (Fim): nessun passo indietro. «Sulla vertenza Nca il sindacato è sempre stato compatto e continua ad esserlo - sottolinea il segretario della Fim Cisl, Marco Battistini - L'obiettivo è quello di mantenere Nca nel pubblico e nella navalmeccanica: su questa battaglia non faremo nessun passo indietro, sono 15 anni che si parla di far entrare i privati ma così si farebbe morire il cantiere. Se vogliamo continuare a farlo stare in piedi, e preservare posti di lavoro, è necessario continuare la nostra battaglia».   Leorin (Uilm): la soluzione alla crisi non è il diporto. «Sono cose negative quelle che arrivano da Roma - commenta il segretario della Uilm Giancarlo Leorin - Ci si chiede di superare l'accordo firmato nel marzo scorso, qui si sta pigiando sull'acceleratore per vendere il cantiere ai privati».  È preoccupato il segretario della Uilm.  «Forse la cosa più dannosa, da quanto emerso dal tavolo romano, è quello che lascia poco margine all'immaginazione: in sostanza se Nca non farà più navi ci viene consigliato di dedicarci alla nautica da diporto. Questa è la soluzione che non vogliamo assolutamente perchè non sarebbe in grado di mantenere l'occupazione attuale».  «Noi abbiamo un protocollo - continua a ribadire Leorin - e ci batteremo per farlo rispettare. Abbiamo anche dei tavoli nel territorio e ribadiremo questi ragionamenti: il coinvolgimento del pubblico in Nca e il mantenimento della navalmeccanica».

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