Sicurezza
Cava Fornace, il dibattito si infiamma
◗
A destra cava Fornace; in basso il consigliere provinciale di Sel Aldo Fialdini2 MINUTI DI LETTURA
MONTIGNOSO. A meno di due settimane dalle primarie, a Montignoso il dibattito ha un argomento principe: la discarica di Cava Fornace. A intervenire è il consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà Aldo Fialdini.
«Non passa giorno - scrive Fialdini - senza che sull'argomento la candidata Angela Bertocchi e i suoi sostenitori non intervengano individuando nella riclassificazione della discarica fatta dall'allora dirigente del settore ambiente Menna, quando Buffoni era assessore provinciale all'ambiente, uno dei mali assoluti di Montignoso. Premesso che la scelta della riclassificazione non l'ho mai condivisa e in ogni circostanza e sede con il partito dove niilitavo (Rifondazione comunista), l'ho duramente contestata, arrivando a sottoscrivere il ricorso al Tar, non posso non notare lo strabismo di chi oggi contesta quella scelta e soprattutto i codici conferiti, facendo finta di ignorare che quei codici in particolare il cemento amianto venivano in realtà conferiti già dal 2001, per scelte che penso non possano essere attribuite a Buffoni».
E il consigliere Sel continua: «Il nostro timore oggi come allora era che quei codici potessero essere ampliati. Al momento le richieste di ampliamento dei codici come è noto è stata respinta e questo in particolare grazie al lavoro fatto con l'inchiesta pubblica con cui si è messo in chiara evidenza l'incompatibilità degli ulteriori codici richiesti, con la natura dell'area. Mi pongo tuttavia una domanda: quanto è stato condiviso il risultato dell'inchiesta dalla maggioranza che regge la Provincia? A chi va sostenendo per motivi di bottega che quei risultati sono stati condivisi, e magari anche sollecitatati, ad esempio dall'assessore all'ambiente, dico pubblicamente che mente, e quello che è grave lo fa in perfetta malafede». E Fialdini conclude: «Non mi sembrato che l'attuale assessore condividesse quelle proposte così come non mi è sembrato che in questi tre anni si sia adoperato per cancellate la tanto discussa riclassificazione».
«Non passa giorno - scrive Fialdini - senza che sull'argomento la candidata Angela Bertocchi e i suoi sostenitori non intervengano individuando nella riclassificazione della discarica fatta dall'allora dirigente del settore ambiente Menna, quando Buffoni era assessore provinciale all'ambiente, uno dei mali assoluti di Montignoso. Premesso che la scelta della riclassificazione non l'ho mai condivisa e in ogni circostanza e sede con il partito dove niilitavo (Rifondazione comunista), l'ho duramente contestata, arrivando a sottoscrivere il ricorso al Tar, non posso non notare lo strabismo di chi oggi contesta quella scelta e soprattutto i codici conferiti, facendo finta di ignorare che quei codici in particolare il cemento amianto venivano in realtà conferiti già dal 2001, per scelte che penso non possano essere attribuite a Buffoni».
E il consigliere Sel continua: «Il nostro timore oggi come allora era che quei codici potessero essere ampliati. Al momento le richieste di ampliamento dei codici come è noto è stata respinta e questo in particolare grazie al lavoro fatto con l'inchiesta pubblica con cui si è messo in chiara evidenza l'incompatibilità degli ulteriori codici richiesti, con la natura dell'area. Mi pongo tuttavia una domanda: quanto è stato condiviso il risultato dell'inchiesta dalla maggioranza che regge la Provincia? A chi va sostenendo per motivi di bottega che quei risultati sono stati condivisi, e magari anche sollecitatati, ad esempio dall'assessore all'ambiente, dico pubblicamente che mente, e quello che è grave lo fa in perfetta malafede». E Fialdini conclude: «Non mi sembrato che l'attuale assessore condividesse quelle proposte così come non mi è sembrato che in questi tre anni si sia adoperato per cancellate la tanto discussa riclassificazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
