Assedio all'Asl per salvare il punto nascita
Fabrizio Palagi
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Un corteo di protesta per salvare il punto nascita e sotto Jacopo Ferri Domani alle 15 nuova manifestazione di protesta del comitato pro ospedale di Pontremoli
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PONTREMOLI. Torna in strada la lotta per mantenere il reparto maternità dell'ospedale Sant'Antonio Abate: dopo il sit-in davanti alla sede Asl di Carrara e la fiaccolata nelle vie pontremolesi, svoltesi rispettivamente a luglio e agosto scorsi, una nuova manifestazione di protesta sta per approdare proprio all'ingresso del palazzo carrarese di via Don Minzoni, quartier generale della sanità apuana. Per domani alle 15, il comitato pro ospedale "Paola Fanti" ha indetto un raduno per i sostenitori del punto nascita. In occasione della nomina del commissario dell'Asl 1, Maria Teresa De Lauretis, a direttore generale, il comitato pro ospedale ha infatti organizzato la manifestazione di protesta «per difendere un reparto che, al di là del numero dei parti, circa 200 all'anno, ha tutte le carte in regola per rimanere aperto - cita la nota emessa in proposito nella quale inoltre si legge che - il punto nascita ha infatti degli indici, per quanto riguarda gli ultimi 10 anni, di natimortalità e tagli cesarei, in linea con i valori regionali e inferiori a quelli nazionali. Inoltre la nostra sarà una protesta per i tagli ai servizi sanitari». Un volantino appositamente stampato e fatto circolare non solo a Pontremoli, riassume i motivi principali della protesta, «allestita per dire no alla chiusura dell'unico reparto maternità della Lunigiana, contro la prepotenza della Regione, contro la sudditanza e l'inettitudine dei sindaci, contro la nomina del nuovo direttore generale, Maria Teresa De Lauretis, fautore della chiusura del punto nascita e dei tagli indiscriminati ai servizi, pagati solo dai cittadini». Conferenza dei sindaci. La scelta di domani come data per effettuare la protesta, non è certo casuale. Infatti alla stessa ora è in programma la riunione di tutti i primi cittadini dei Comuni apuo-lunigianesi, come ricorda Jacopo Ferri (Pdl), sempre in prima linea quando si parla della salvaguardia delle strutture sanitarie della Lunigiana. «Per proseguire la protesta contro la volontà della Regione e dell'Asl di chiudere il punto nascita dell'ospedale di Pontremoli - dice Ferri - mi aspetto grande adesione alla iniziativa di domani a Carrara, in occasione della seduta della Conferenza dei sindaci della provincia, organo che sarà chiamato a riunirsi per esprimere il proprio parere, obbligatorio ma non vincolante, sulla nomina della dottoressa De Lauretis a direttore generale dell'Asl 1. Si tratta di un'iniziativa che ha pianificato il Comitato pro ospedale di Pontremoli e che credo vada supportata e sostenuta al massimo. Oltre che manifestare la nostra protesta, civile ma durissima, nei confronti della De Lauretis per le scelte sin qui operate, sarà importante significare ai sindaci quanto essenziale sia che la Conferenza si riappropri delle sue prerogative e dei suoi diritti, sin qui letteralmente calpestati prorprio dalla commissaria, esprimendo un chiaro e netto parere negativo alla sua nomina, ma anche chiedendo che tali scelte siano riviste. Ciò potrebbe indurre la Regione a rivedere, oltre che la nomina, anche e soprattutto alcune decisioni sin qui assunte (chiusura punto nascite, ma non solo) e altri chiari intendimenti di ridimensionamento e/o di tagli che non si possono accettare in alcun modo». Poi l'appello diretto di Jacopo Ferri: «Facciamoci vedere e sentire in tanti per denunciare il disagio grande che ci troviamo a vivere, non per colpa nostra, ma proprio a causa dei politici regionali che ci hanno sin qui governato, Caludio Martini ed Enrico Rossi in testa, e che oggi, salvando loro stessi, vogliono far gravare i propri errori sul nostro territorio. Verifichiamo insieme che i nostri sindaci non si rendano complici con quanto sta avvenendo e, se lo fossero, denunciamolo».
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