La manifestazione
Stop al punto nascite. Celebrato in tono dimesso il patrono dell’ospedale di Pontremoli
Sos delle mamme a Sant'Antonio
Uno striscione denuncia: «Aiutaci a non morire lungo la strada»
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PONTREMOLI. Mai una celebrazione del patrono dell'ospedale è stata triste e dimessa come quella di ieri pomeriggio, appunto in occasione della ricorrenza di Sant'Antonio Abate. In primis l'assenza di molti politici, nonchè dei massimi vertici dell'Asl, come ha rilevato Jacopo Ferri: «L'Asl e il suo nuovo direttore sfuggono il confronto: mi aspettavo che oggi la De Lauretis fosse qui».
E ancora: «Il disimpegno dell'Asl non è passato inosservato a chi, come i pontremolesi, ama le tradizioni, di cui la celebrazione di Sant'Antonio assume quest'anno valore doppio. Comunque non ci arrenderemo, nel tentativo di far prevalere le cifre espresse dal reparto di maternità, non quelle della irragionevolezza dell'Asl».
All'ingresso dell'ospedale alcune mamme e il comitato pro punto nascita avevano precedentemente appeso uno striscione con su scritto: «Inutile festeggiare il patrono quando il punto nascita muore: Sant'Antonio aiutaci a non morire...per strada». Chiara l'allusione ai rischi che le future puerpere lunigianesi potrebbero correre quando, in preda alle doglie, dovranno essere trasportate verso gli ospedali della costa tosco-ligure.
Alla funzione religiosa svoltasi nella cappelletta del Sant'Antonio Abate e officiata dal cappellano don Sergio Simoncelli, erano presenti i vertici del Comitato pro ospedale con la responsabile, Anna Petri, il dott. Daniele Bianchi Pinotti e la ostetrica Clara Cavellini a testimoniare la voglia di non abbassare la guardia.
Durante la Messa, la Cassa aziendale ospedaliera ha consegnato la medaglia ai dipendenti che sono andati in pensione nel 2010: Flavio Balestracci di Villafranca e Marisa Bernardelli di Filattiera.
S.M.
E ancora: «Il disimpegno dell'Asl non è passato inosservato a chi, come i pontremolesi, ama le tradizioni, di cui la celebrazione di Sant'Antonio assume quest'anno valore doppio. Comunque non ci arrenderemo, nel tentativo di far prevalere le cifre espresse dal reparto di maternità, non quelle della irragionevolezza dell'Asl».
All'ingresso dell'ospedale alcune mamme e il comitato pro punto nascita avevano precedentemente appeso uno striscione con su scritto: «Inutile festeggiare il patrono quando il punto nascita muore: Sant'Antonio aiutaci a non morire...per strada». Chiara l'allusione ai rischi che le future puerpere lunigianesi potrebbero correre quando, in preda alle doglie, dovranno essere trasportate verso gli ospedali della costa tosco-ligure.
Alla funzione religiosa svoltasi nella cappelletta del Sant'Antonio Abate e officiata dal cappellano don Sergio Simoncelli, erano presenti i vertici del Comitato pro ospedale con la responsabile, Anna Petri, il dott. Daniele Bianchi Pinotti e la ostetrica Clara Cavellini a testimoniare la voglia di non abbassare la guardia.
Durante la Messa, la Cassa aziendale ospedaliera ha consegnato la medaglia ai dipendenti che sono andati in pensione nel 2010: Flavio Balestracci di Villafranca e Marisa Bernardelli di Filattiera.
S.M.
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