Sicurezza
La Cisl chiede una rapida riorganizzazione della sanità
«Qui tutto è doppio, dateci al più presto l'ospedale unico»
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LA SEDE. Gli uffici centrali dellAsl a Carrara 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Il dibattito sulla sanità non si placa. E la questione di attualità è la sostenibilità di 4 presidi ospedalieri in Provincia e la necessità di realizzare al più presto un ospedale unico. «La nostra sanità è organizzata con quattro ospedali - spiega la Cisl - oltre al materno nfantile». Poi il pensiero va ad un'eccellenza: l'Opa:«Sarebbe bene ricordare che questo ospedale è a Massa non a caso, ricordare il suo passato, difendere il suo futuro: quando scrivemmo - continua la Cisl - che a Massa ci sono i muri, ma la testa è a Pisa e a Firenze certamente avevamo ben chiara la necessità di difenderlo sperando di non arrivare al giorno in cui qualcuno ci chiederà il conto, a vantaggio di Firenze. L'ospedale unico pertanto è imprescindibile: a Massa Carrara - ecco la spiegazione - tutto è doppio. E quindi sarà doppio anche il "buco" di bilancio nel senso - chiarisce la Cisl - che abbiamo spinto storicamente per tenere in vita le quattro realtà quando si doveva invece riorganizzare la sanità locale. Appena qualcuno prova ad incidere su queste realtà, si alzano muri per difendere l'esistente. Si va poco lontano in questo modo: anzi si andrà, continuando così, a Lido di Camaiore (il riferimento è all'ospedale Versilia). Auguriamoci vivamente che i lavori riprendano al più presto. In Lunigiana l'ospedale di Pontremoli deve essere di comunità e procedere in tal senso; Fivizzano, con l'arrivo della don Gnocchi, si specializzerà e dovrà rimanere comunque con servizi sanitari ospedalieri: se è vero che le prestazioni di elite vengono fruite altrove, è altrettanto vero che senza servizi ospedalieri di base cala seriamente l'offerta sanitaria e il cittadino si rivolge altrove: la Lunigiana ha un tasso di emigrazione sanitaria quasi al 13%, doppio rispetto alla media toscana. La società della salute opera in un contesto in cui tutto sta cambiando; la Regione sembra credere in questo strumento ed adattarlo anche giuridicamente ai cambiamenti necessari; non deve però diventare uno strumento separatista, come se la Lunigiana potesse operare in autonomia dalla Asl; anzi occorre fare attenzione ad effetti boomerang che la porterebbero al collasso finanziario. Nella zona di costa invece sembra ormai chiaro che almeno Carrara non abbia intenzione di procedere con questo strumento (la società della salute ndr): la presenza di Apuafarma, contenitore multioptions, consiglia di rimanere nel proprio brodo; rimane da capire, se la via regionale sarà poi quella di andare avanti, che soluzione trovare, specie se terminata la strada delle sperimentazioni Massa e Carrara rimarranno nuovamente divise». Poi una critica al neo direttore, Maria Teresa De Lauretis:«Sarebbe bene riprendere la strada maestra del confronto con il sindacato proprio per evitare di ritrovarsi a prendere decisioni alla fine non condivise. In quel caso se ne assumerà la responsabilità perchè riorganizzare la sanità non è come giocare a tavolino a Monopoli. Occorre coinvolgere chi ci opera e lavora con i cittadini».
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