Il dolore
Lista Falciani, spuntano 2 società
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Alla guardia di finanza il compito di scovare gli evasori fiscali La guardia di finanza vuole controllare tutti i beni dei titolari
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MASSA. Non solo persone fisiche, ma anche persone giuridiche. In parole povere società. Ecco cosa c'è nella sezione apuana della lista Falciani trasmessa dalla procura di Torino a Massa quattro mesi fa. Sono almeno due le società di Massa-Carrara che sono coinvolte nell'indagine: la guardia di finanza è risalita ai titolari e su questi sta compiendo degli accertamenti. La posizione di queste persone, sembra intuire, è ben più complicata degli altri nominativi contenuti nell'elenco in mano al sostituto procuratore Rossella Soffio. C'è da capire se si tratta di prestanome oppure se abbiano intestato i conti correnti alle società proprio per evadere il fisco. Insomma, più difficile credere che abbiano dichiarato tutto all'Erario. Mentre per gli altri fino a prova contraria vale la presunzione di innocenza. Con una scappatoia: lo scudo fiscale che nel 2006 potrebbe aver fatto rientrare quei capitali in Italia legalmente. I presunti evasori. L'accusa nei confronti delle persone indicate nel documento inviato a settembre a Massa dalla procura di Torino è di omesse o incomplete dichiarazioni dei redditi. Al momento nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati. Sull'identità dei presunti evasori vige il silenzio più assoluto, ma si tratta di imprenditori, immobiliaristi, liberi professionisti e privati cittadini che ufficialmente risultano non avere occupazione ma che probabilmente hanno prestato il proprio nome per nasconderne altri. Tutti residenti a Massa, Carra e nei paesi della Lunigiana. E adesso spuntano anche queste due società. Almeno due, lasciano intendere gli inquirenti. La guardia di finanza comunque sta lavorando sui venti nomi arrivati ai piedi delle Apuane all'inizio dell'autunno. Ancora nessuno è stato convocato dalle fiamme gialle, anche perché la procedura decisa dal comando prevede una serie di controlli incrociati per capire se questi soldi sono rientrati legalmente con lo scudo fiscale. Grazie a queste verifiche, per esempio, un paio di nomi potrebbero già essere cancellati nelle prossime settimane. anche se su questo gli inquirenti non vogliono dare indicazioni precise. Somme top secret. Oltre ai nomi è impossibile sapere anche l'importo delle somme depositate nella filiale ginevrina della banca Hsbc. Non sono cifre incredibili, questo è bene precisarlo, anche perché nella provincia apuana non esistono personaggi in grado di competere con i nomi sfornati dalla procura di Roma. Personaggi dal basso profilo, quindi. Anche se qualche nome importante, a livello locale, c'è. A livello imprenditoriale. Settore edilizia. I)ndiscrezioni, al momento, che non trovano conferme in procura. E non la troveranno mai, almeno in questa fase, perché il procuratore capo Federico Manotti (facente funzioni in attesa del titolare Aldo Giubilaro) ha detto che su questa storia le bocche degli inquirenti saranno più che cucite. Prossime mosse. Nelle prossime settimane ci saranno una serie di riunioni operative per fare un punto della situazione. La seconda fase dell'inchiesta sui conti correnti elvetici invece scatterà tra un mese o forse più, quando il magistrato dovrà procedere per rogatoria sentendo dei testi in Svizzera e in Francia. Sempre che dai controlli incrociati della finanza si scopra che almeno uno di quei conti correnti occulti dell'Hsbc ci sia ancora del denaro.
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