Sicurezza
IL FARMACISTA
Chiesero un fido a nome mio e scoperto
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CARRARA. È stato il primo testimone del maxi processo a carico del promotore finanziario e del direttore di banca sotto accusa per truffa ai danni di clienti facoltosi. Fra quelli c'è anche lui, un farmacista lunigianese che, stando a quanto ha ribadito, oltre che nella denuncia-querela, anche davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, si è trovato con un fido, scoperto, di 127mila euro alla Cassa di risparmio di San Miniato. «Ma io di quel fido non ne avevo mai fatto richiesta - ha ricordato il farmacista al giudice Ferri (nella foto) - e non solo, una parte di quei soldi, l'ho scoperto in un secondo momento, sono stati versati, con assegni miei, sul conto di una signora che neppure conosco. Ma anche lei era una cliente del mio promotore finanziario». Quella signora che, secondo l'accusa avrebbe chiesto di al promotore di sbloccarle i titoli per 134mila euro in occasione delle nozze del figlio: e una parte dei soldi sarebbero stati reperiti proprio dal conto del farmacista. Una storia complicata che è stata ripercorsa, con grande amarezza, davanti al giudice e al pm Lara Navarrini, dal farmacista stesso. «Ho conosciuto Gatti nel 1975 quando era ancora funzionario della Cassa di risparmio di Carrara e veniva saltuariamente in Lunigiana - ha ricordato - Poi nel 1980 si presentò da me nelle vesti di consulente finanziario e cominciò a farmi delle operazioni, a gestire i miei risparmi con l'acquisto di titoli». «Io gli firmavo gli assegni e i moduli in bianco - ha sottolineato - lui provvedeva a portarmi le cedole della banca. Tutto è andato liscio: fino al 2005 io non ho mai sospettatod i nulla». Le cose cambiano circa sei anni fa. «Nell'ottobre del 2005 mi telefonò il maresciallo del Carabineri di Avenza, Mirabella, dicendomi di controllare i miei conti - ha ricordato il farmacista - Ai primi di novembre mi recai alla San Miniato, Gatti e il direttore mi dissero che era tutto a posto. Ma mi ritrovai con lo scoperto di un fido di 127mila euro che non avevo mai richiesto. O meglio io avevo firmato, fidandomi, solo un modulo in bianco».
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