Il Tirreno

«Bollette alle stelle, usciamo da Gaia»

L’opposizione di Licciana denuncia i rincari del servizio idrico
◗
L’opposizione di Licciana denuncia i rincari del servizio idrico

Invito della minoranza di Licciana a cambiare il gestore idrico: in cinque anni rincarata del 120 per cento la quota base per il servizio

2 MINUTI DI LETTURA





 LICCIANA. Per il consigliere comunale di minoranza Serafino Altieri, che in passato diede vita al comitato Anti Gaia, sono inammissibili e ingiustificati i nuovi rincari delle bollette dell'acqua e si rivolge a tutti i sindaci della Lunigiana chiedendo di revocare la gestione del servizio idrico integrato alla società Gaia.  Per Altieri infatti «Gaia spa è, come "consorzio azionario" a totale capitale pubblico, chiaramente fallita. Emergono solo ora tutte le gravi imperfezioni di impostazione societaria denunciate più volte dal sottoscritto in oltre quattro anni di epici scontri alla testa del comitato anti Gaia della Lunigiana. Con l'arrivo delle nuove bollette si incomincia a intravedere il cambiamento tariffario in corso e della loro silente impennata. Aumenti inammissibili e ingiustificati come quelli della Tarsu, che non andranno in investimenti o in messa in opera di nuovi impianti di captazione, depurazione o fognari, ma solo per ritoccare al rialzo i già faraonici stipendi del nutrito e politico consiglio di amministrazione, con tanto di codazzo di consiglieri, e dare un segnale di flebile liquidità alle banche».  Altieri auspica dunque un ritorno alla gestione comunale che «garantirebbe un controllo adeguato delle spese e una gestione più corretta e efficiente, con costi più sostenibili e accettabili per la popolazione. Allo stato delle cose, tutti i sindaci della nostra amata Lunigiana dovrebbero impegnarsi in tale direzione, opponendosi ai richiami di false sirene finanziarie travestite da banche e mercato azionario. Una cosa è certa, così com'è organizzato il servizio non funziona assolutamente, poiché tutti i vantaggi vanno a Gaia mentre tutti i costi sono a carico dei cittadini. Anche perché, quello idrico, è un settore ad alta intensità di capitale e con tempi di immobilizzo lunghi non conciliabili con la sola logica del guadagno immediato».  Infine due conti: «A Licciana - dice il consigliere Altieri - in soli cinque anni, paghiamo il 24% in più sulla quota fissa, il 32% sulla quota definita "essenziale", il 120% per la quota "base", e il 257% sulle quote "eccedenti". Un accenno, infine, anche ai forti rincari per le spese accessorie del tariffario riguardante: depositi cauzionali, allacciamenti, casi particolari di maggiorazioni e le inevitabili, quanto odiate, penali tanto più detestate quanto più insufficiente è il servizio reso dalla popolazione, e che la declassazione a Comune non Montano entro il 2011 ci porterà, poi, un ulteriore 18% di aumento tariffario». M.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web