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QUI FILATTIERA
Alta la fiamma per la festa di Sant'Antonio
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FILATTIERA. Grande fuoco anche nel centro storico di Filattiera dove, domenica ssera, è stata celebrata la festa di Sant'Antonio Abate. Dopo la funzione religiosa e la processione del santo con il tocco della prima campana, sono stati accesi i falò disposti nei vari rioni comunali (Centro storico, Dorbola e Volpino) che fanno a gara per realizzare la fiamma più alta. Nel centro storico, alla "Porta", accanto al castello malaspianiano all'ingresso del borgo, centinaia di filattieresi si sono riuniti per festeggiare il santo, tutti attorno al fuoco a cuocere salsicce e costine con canti e balli in compagnia di buon vino. Sant'Antonio, patrono degli animali. Secondo una leggenda la notte del 16 gennaio gli animali ac- quisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio. Tutt'oggi i contadini prendono un tizzone ardente e lo pongono nelle stalle a protezione del bestiame. Come fatto domenica sera dai filattieresi. Sant'Antonio era invocato anche quale patrono del focolare, e il suo intervento era richiesto contro quegli herpes dolorosissimi, chiamati tutt'ora "fuoco di Sant'Antonio". Nel medioevo si usava spalmare sulle parti del corpo interessate dall'herpes zoster un impasto fatto dal lardo di maiale. "L'Epifania tutte le feste porta via, Sant'Antonio le riavvia" il detto popolare ricorda che la ricorrenza del santo coincide con l'inizio del carnevale.
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