La manifestazione
Vinchesi: nessun accanimento
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VinchesiE Frediani: ma per me, oltre al danno la beffa...
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CARRARA. Reazioni contrastanti alla notizia del proscioglimento davanti al gip dell'avvocato Vittorio Briganti nella vicenda nata a seguito del ricorso contro la presunta ineleggibilità di Andrea Vinchesi. VINCHESI: SOLO DESIDERO DI VERITÀ. Lo stesso Vinchesi, consigliere comunale dell'Udc, puntualizza: «Nessun accanimento né acredine da parte di alcuno nei confronti dell'avvocati Briganti, visto che è stato il tribunale di Massa, sede di decisione del ricorso elettorale presentato da Frediani, a trasmettere gli atti alla procura per chiarire la veridicità del documento presentato da Briganti e per valutare la sussistenza di ipotesi di falso». «L'unico mio intervento - precisa Vinchesi - è stato quello di sollecitare la definizione della vicenda, visto che un tribunale e poi la procura hanno iniziato una procedura e allora, come soggetto interessato al fatto nonché come politico e poi, importante sottolinearlo come cittadino, non dovevo chiedere motivazioni?». Ovviamente, Vinchesi «si adegua al dispositivo di proscioglimento, nel rispetto come sempre delle istituzioni ma si pone delle domande per fare riflettere i cittadini. Si chiede quali siano i motivi per cui un tribunale composto da un presidente e due giudici abbia ritenuto opportuno prendere la fotocopia depositata in udienza e l'abbia trasmessa, volontariamente, alla Procura per accertare il falso, dopo di che è proprio la sentenza del tribunale che dagli accertamenti fatti ha dichiarato con certificazioni la firma del cancelliere non corrispondente e il timbro non in uso quel giorno alla cancelleria, mentre invece fu rilasciata dal cancelliere preposto alla ricezione degli atti una certificazione che l'atto non fu depositato. Sulla base di questo sia il Tribunale di Massa, che la Corte D'Appello di Genova, respinsero il ricorso elettorale presentato da Frediani confermando con ciò la piena elezione a consigliere comunale di Andrea Vinchesi. Per questi fatti che io ritengo poco chiari chiederò chiarimenti ai miei legali dopo la lettura della decisione del Gip di Massa, e successivamente preparerò la documentazione e chiederò un incontro con gli organi del mio partito e sé sarà il caso anche con il ministro della Giustizia per fare luce sulla vicenda, nulla di personale nei confronti di nessuno ma il voler accertare la verità è un diritto di ogni cittadino». FREDIANI: PER ME, IL DANNO E LA BEFFA. Giovanni Frediani, primo dei non eletti del Pd e firmatario del ricorso contro Vinchesi, scrive: «Il proscioglimento dell'avvocato Vittorio Briganti, scagionato pienamente dall'accusa di avere manipolato documenti in un processo nel quale sono e resto vittima e non certo imputato, mi permette di intervenire a pieno titolo per sottolineare che resta comunque aperta e non chiarita la vicenda che mi ha visto privato della possibilità di esercitare l'incarico di consigliere comunale nel periodo 2007-2012. Ho presentato a suo tempo ed a seguito dei risultati delle elezioni amministrative del 2007 un esposto attraverso il quale sostenevo che mi spettava di diritto il ruolo di consigliere comunale producendo elementi che, a mio giudizio, comprovavano tale tesi. Non certo per mia colpa né tanto meno per omissioni o manipolazioni del mio legale, tali documenti non sono stati prodotti in giudizio e, ad oggi, registro con piacere una vittoria morale ma non certo il riconoscimento di quello che ritenevo e ritengo sia un mio diritto: essere consigliere comunale. Resta perciò, assieme al danno, la beffa per non avere potuto esercitare il mandato che i miei elettori mi hanno attribuito, ma resta inalterata anche la mia intenzione a proseguire nel mio impegno politico e civile per rappresentare, in tutte le sedi, i problemi, le aspirazioni e le difficoltà di quanti mi hanno votato nel 2007 e che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno e la loro solidarietà in una vicenda che mi ha impedito di esercitare un mandato conferito dagli elettori», conclude Frediani.
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