La manifestazione
Applicata lordinanza anti bivacco nei confronti di Aggrate e Diamanti
Uno sgombero a metà
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Aggrate e Diamanti accampati sotto il Comune «Ci hanno portato via coperte e cibo ma restiamo»
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CARRARA. L'ordinanza anti-bivacco c'è, e ieri è stata applicata per far sgomberare da sotto il Comune Maurizio Diamanti e Salvatore Aggrate, che dopo essere stati obbligati a uscire dagli alloggi di Caina, si sono sistemati da giorni con cuscini e coperte sotto Palazzo Civico. Molti i tentativi di farli rinunciare da parte della polizia municipale e di quella di Stato, un colloquio con l'assistente sociale, ma nulla li aveva fatti desistere. Ieri mattina dopo la quinta notte che passavano in piazza II Giugno, le forze dell'ordine hanno intimato ai due di andarsene. E' arrivato anche un camioncino dell'Amia: il personale ha provveduto a raccogliere coperte, cuscini e cibo. Ma Diamanti ha stretto le coperte gridando che non avrebbe permesso di portarle via. «Io da qui non me ne vado». Alle ripetute esortazioni da parte della polizia poi, esasperato, ha minacciato di tagliarsi le vene: «Ormai, a 55 anni, senza più né casa, né lavoro, cosa ci sto a fare al mondo?». «Capisco tutto - ha aggiunto Aggrate - ma portarci via anche il cibo no: non hanno cuore, non dovevano farlo... Io non ce l'ho con polizia e lavoratori dell'Amia, loro eseguono gli ordini, fanno il loro lavoro. Mi chiedo invece perché dell'amministrazione nessuno si è degnato di venirci a dire una parola». Alla fine Diamanti ed Aggrate sono rimasti lì: «Non ce ne andremo finché qualcuno non avrà il coraggio di venirci a parlare faccia a faccia e ci porti giustificazioni serie del perché soltanto noi, delle tante famiglie di Caina, non abbiamo alcun diritto». «Dicono che io e mio figlio dovremmo lavorare - sottolinea Aggrate - ma davvero credono che non ci abbiamo provato? Se siamo costretti in questo stato non è certo perché ci piace». Intanto qualcuno, colpito dalla situazione, ha portato ai due una scodella di spaghetti fumanti, che hanno mangiato lì, di fronte a Palazzo Civico, insieme all'inseparabile cane Birillo. Barbara Monaco * * * La proposta di Franzoni (Fli). Nicola Franzoni chiede al sindaco di essere rigoroso anche verso gli imprenditori del lapideo: anche loro - dice - un po' come Diamanti e Aggrate, «sono occupanti senza titolo», in questo caso delle cave, «cioè privi del titolo concessorio». «Non sarà il caso di incassare più soldi dagli industriali del marmo e destinare più fondi a piani di edilizia popolare?».
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