Trasporti
Colpite diverse frazioni del comune di Licciana
La protesta: ancora problemi e disservizi negli uffici postali
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Un ufficio postale (foto darchivio) 3 MINUTI DI LETTURA
LICCIANA. Nota dolente per chi abita nelle frazioni montane del comprensorio lunigianese è la chiusura dei piccoli uffici postali. Chiusure o ridimensionamenti che determinano disagi per chi risiede in località spesso dimenticate dai servizi indispensabili come il trasporto pubblico. A farsi portavoce dei malumori di alcune frazioni del comprensorio liccianese sono i consiglieri di minoranza Ivano Erta e Serafino Altieri, i quali scrivono: «I disservizi postali e non solo stanno esasperando la popolazione che abita nella zona montana. I più colpiti sono senz'altro gli anziani delle frazioni che da Licciana portano a Taponecco e Apella passando per Tavernelle, ma anche Varano, Ripola, Bastia, Panicale e Villa di Panicale. "Siamo cittadini di serie B" è la frase che prevale tra di loro"». E qui Erta e Altieri raccontano: «Un solo cartello sulla porta d'ingresso dell'ufficio di Tavernelle con scritto "chiuso" e basta, senza fornire né spiegazioni, né scuse, per i disagi, né una parola di speranza che lasci presagire una eventuale riapertura. Niente pensione quindi, niente pagamento di bollette, niente operazioni su conto, nulla di nulla. E questo è solo l'ultimo dei disagi che a Tavernelle come nelle frazioni a monte sta abbassando ulteriormente il livello di sopportazione, facendo inviperire la cittadinanza che si sente abbandonata da Poste Italiane e dalle Istituzioni». I consiglieri di centro destra relazionano poi che «La chiusura è stata causata da un guasto piuttosto grave al sistema informatico dell'ufficio», veniva riferito qualche tempo fa da addetti alle Pubbliche relazioni di Poste Italiane, «si è rischiato di perdere dati importanti per cui le operazioni di recupero si sono protratte per un periodo più lungo del previsto. Ci scusiamo con i cittadini e con i pensionati per le difficoltà che hanno dovuto subire». Però, a seguito di queste belle e toccanti parole, a Licciana si è avuto uno stillicidio continuo di chiusure e riaperture improvvise di uffici postali a macchia di leopardo. A parte la storica sede di Tavernelle ha chiuso per molti giorni la sede della frazione capoluogo e non ha fatto eccezione nemmeno quella di Terrarossa che ha un bacino di utenza superiore alle duemila unità, e come ciliegina finale, per un lungo periodo le poste di Monti hanno avuto seri problemi di collegamento ad internet e quindi al server». Quindi la conclusione: «La protesta legittima e condivisa dal Gruppo "Un Futuro Comune" si è levata soprattutto tra i cittadini delle fasce d'età più deboli come gli anziani, per i quali l'intoppo ha rappresentato l'ultima goccia del traboccante vaso dei disservizi ma, non ha risparmiato le famiglie e le altre fasce sociali proprio nel periodo di pagamento delle pensioni, dei vari bolli e incombenze amministrative varie. In tali frazioni, inoltre, con gli anni è scomparsa la maggior parte dei servizi essenziali: dal negozio di generi alimentari al distributore di benzina, ad una farmacia, alla sede dei Vigili Urbani». M.L.
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