Il Tirreno

«Tagli alla sanità, la città dorme»

Insorge il comitato per la difesa dell'ospedale

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 CARRARA. «Bisognerebbe suonare le campane a martello per risvegliare le coscienze dei cittadini carraresi che forse non hanno ancora compreso compiutamente le recenti vicende in cui è rimasto coinvolto il nostro beneamato ospedale. Vanto e gloria di una città che ha bisogno di ritrovarsi e ritrovare una sua identità degna delle tradizioni storiche del territorio». Lo dice Vittorio Aprili, a nome del comitato di difesa dell'ospedale.  «L'Asl ha fatto registrare, tra la sorpresa generale, un buco di bilancio di circa 270 milioni di euro. Oltre 500 miliardi delle vecchie lire. Un disavanzo che il governatore della Regione intende ripianare con "tagli" pesanti su tutti i servizi che la sanità pubblica deve garantire. Uno scherzetto, si fa per dire, che i cittadini carraresi dovranno subire senza neppure alzare la testa».  «Ci piacerebbe sapere, prima di tutto, come è uscito fuori il debito complessivo e l'incidenza che ha avuto nel "buco" di bilancio l'ospedale di Carrara. Magnani, Scarafuggi e Delvino si sono succeduti alla direzione dell'Asl negli ultimi anni. Colpa loro? Carrara a quanto risulta ha contribuito in minima parte al debito complessivo. Ed ora deve essere penalizzata con tagli terribili ai servizi che il commissario si accinge a realizzare».  Smantellare - dice Aprili - significa privare la città di cose essenziali. «I tagli riguarderanno le attività ambulatoriali, la cardiologia, ad esempio, finirà o è già finita sotto la responsabilità della medicina. Così si perderanno anni di esperienza e di alta professionalità. Questa è la verità. Semplice e chiara. Carrara non potrà essere considerata un polo di eccellenza, come viene sbandierato da più parti. E' necessario prendere solide iniziative, riportare le cose nel solco più consono alle necessità di un territorio che non può perdere la faccia e sparire di colpo attraverso le alchimie di burocrati».  Un appello agli amministratori: «Occorre mantenere le parole, a suo tempo spese e restituire il ruolo che compete al Monoblocco dove umanità e competenze non mancano davvero. E' una battaglia da vincere contro chi si è dimenticato di antiche promesse. Ma adesso fa finta di non ricordare. Nessuno qui riuscirà mai ad abituarsi allo scempio di un bene prezioso come il nostro ospedale che è patrimonio indistruttibile dell'intera collettività. La dignità va ben oltre l'orizzonte dei governatori e l'ex sindaco di Pontedera (il presidente della Regione, Rossi ndr.) dovrebbe tenerlo a mente. Non desideriamo creare malcontento in altre realtà, chiediamo che l'ospedale di Monterosso rimanga alla nostra comunità perchè per noi è vitale».

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