Il dolore
Aulla. Assemblea con i nervi tesi, le istituzioni: ci appelliamo a Berlusconi e a Enrico Rossi
La rabbia degli alluvionati
Gianluca Uberti
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Sfollati in assemblea ad Aulla«Ora basta col dire che non ci sono soldi: fate i lavori»
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AULLA. L'obiettivo è arrivare a Berlusconi, ma il fatto che ieri fosse assente il ministro Sandro Bondi, pur essendo stato invitato, non è un segnale positivo. Dall'incontro di ieri pomeriggio in municipio per fare il punto sulla situazione dei danni per le piogge, che hanno costretto tanti cittadini nella condizione di sfollati o evacuati, infatti, è scaturita la volontà di coinvolgere i massimi livelli. Quindi, coinvolgere il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Regione, Enrico Rossi. Ma se la concordia fra i rappresentanti delle istituzioni, pur con qualche distinguo, non è mancata, davvero non c'è stata fra parte del pubblico presente in sala consiliare e i rappresentanti delle istituzioni, in particolare il parlamentare Lucio Barani, protagonista di un acceso diverbio con un cittadino. Ma andiamo con ordine. L'incontro, infatti, veniva aperto dal sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, che illustrava, con l'ausilio di decine di scatti fotografici, proiettati su uno schermo tramite personal computer, la situazione delle frane e degli allagamenti sul territorio: alcune foto erano davvero impressionanti e testimoniano uno stato delle cose veramente devastante, soprattutto nella parte sud del Comune di Aulla. «Dal 1º novembre ad oggi abbiamo avuto ben 45 eventi meteorologici sul comune di Aulla, che hanno provocato danni per 9 milioni di euro» - ribadiva il primo cittadino aullese, prima di dare il via agli interventi. Ed era subito polemica grazie a un cittadino di località Serra di Caprigliola, di fatto isolata dal resto del mondo, il quale dava fuoco alle polveri: «Cancellate dal vocabolario la frase che i soldi non ci sono, perché questo discorso deve finire. Non possiamo più alzarci la mattina e sperare che non piova; i lavori vanno iniziati». L'intervento del cittadino raccoglieva applausi e la parola passava al presidente della Comunità montana, Paolo Bissoli, che metteva in evidenza il fatto che l'ente da lui presieduto ha predisposto lavori per 2 milioni di euro, in particolare per togliere legname dai canali. Sia da Bissoli che dal consigliere regionale Loris Rossetti e dal vicepresidente della Provincia, Fabrizio Magnani, saliva un coro unanime sul fatto che mancano pulizia e manutenzione dei boschi, mentre il vicesindaco di Aulla, Gildo Bertoncini, riteneva «assurdo che non si possa togliere un bastoncino di legno dai fiumi». Sulla necessità di spendere meno per il personale e per i dirigenti, «vista la continua diminuzione dei trasferimenti finanziari dal Centro», puntava, invece, il parlamentare Andrea Rigoni, il quale proponeva un'iniziativa comune verso la Presidenza del Consiglio. Ma la temperatura saliva all'improvviso durante l'intervento del deputato Lucio Barani, al quale un cittadino, in modo polemico e veemente, chiedeva quanto guadagna da parlamentare: «Che te ne frega a te, vergogna» - replicava in modo altrettanto veemente Barani, il quale trovava il modo di sottolineare di aver fatto elargire oltre 8 milioni di euro ai comuni lunigianesi per la prevenzione e di non essersi sottratto nel chiedere lo Stato di calamità. Infine, interveniva anche il consigliere regionale Paolo Marini, il quale dava vita a un intervento decisamente polemico nei confronti del Governo, visto che Marini sottolineava che «il Governo ha scelto i cittadini del Veneto, mentre la Regione Toscana è un anno che attende ben 100 milioni di euro». Si ricorda che a seguito delle recenti alluvioni, la Regione Veneto ha ricevuto dal Governo Berlusconi ben 300 milioni di euro di risarcimento per i danni subiti.
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