La manifestazione
«Dal marmo voglio più soldi»
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Una veduta delle cave Zubbani: il "no" degli industriali è inaccettabile
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CARRARA. No, non è scoppiata la pace fra gli industriali del lapideo e il Comune. Il sindaco Zubbani, a caldo, aveva commentato positivamente la ripresa del dialogo, e il clima più disteso, attorno al tavolo del marmo. Ma il «no» delle associaizoni alle nuove tariffe, e alle 4 fasce, non gli è proprio andato giù, anzi. Così oggi torna sull'argomento. E manda un messaggio che più chiaro non si può agli imprenditori. Cominciando da un punto fermo: «Dal lapideo la città, non il sindaco, deve avere parecchi soldi in più». Zubbani: adesso mi aspetto risposte concrete. Il sindaco non usa mezzi termini. «È vero che al tavolo del marmo si respira un clima nuovo - spiega - ma non possiamo andare avanti per settimane e mesi a dirci quanto ci vogliamo bene. Mi auguro che il 28, alla prossima riunione con le categorie del settore, arrivino risposte positive e concrete non sui preliminari, ma sulle questioni essenziali, quelle delle tariffe». «Cioò che interessa la città - continua il sindaco - è stimare più convenientemente il gettito dal mondo del marmo. Avere maggiori ricadute». Il Comune non torna indietro. La proposta dell'amministrazione, quella delle 4 fasce (la mediana, relativa al marmo bianco, sdoppiata e con una voce in più relativa ai materiali più o meno pregiati e apprezzati sul mercato) resta sul tavolo. Insomma il Comune passi indietro non è disposto a farne. «Il gettito dal lapideo deve essere maggiore - afferma il sindaco - La nostra prima intenzione è quella di lasciare invariata la proposta delle 4 fasce. Su questo auspichiamo di arrivare ad un atteggiamento di maggiore disponibilità da parte delle associazioni». «Ma se così non fosse - continua - e se le posizioni rimarranno quelle espresse l'altro giorno al tavolo del marmo, siamo pronti a rispalmare il disavanzo, ossia quello che manca nelle casse comunali dal lapideo, sulle tre fasce, quelle già esistenti». Insomma in un modo o nell'altro, sembra di capire dalle parole del sindaco, gli imprenditori del settore dovranno rimettere mano al portafoglio. «O si arriva all'accordo o si va all'arbitrato». Non è un ultimatum quello di Zubbani. Ma la conclusione di un percorso a cui, in realtà, il sidnaco si augura di non dover arrivare. «Le nostre intenzioni sono altre - spiega - e prima di tutto quella di arrivare a un accordo sulla nuova tariffazione: noi siamo convinti della nostra proposta e crediamo che i timori sulla discrezionalità avanzati dagli imprenditori non hanno ragione di esistere. Qui si fa un processo alle intenzioni, visto che non abbiamo ancora detto, e neppure individuato, quali saranno le case di bianco pregiato a cui dovrebbero essere applicate le nuove tariffe». «Non ci hanno convinto le motivazioni del rifiuto da parte delle associazioni - continua Zubbani - Se non riusciremo a trovare un accordo in tempi rapidi siamo pronti a dare avvio a quanto previsto dal Regolamento degli agri marmiferi: e cioè a un arbitrato che dovrà stimare cava per cava, il valore dei materiali».
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