La manifestazione
Digos e procura indagano nel massimo riserbo. Incerto il collegamento tra le due vicende. Anche se al centro ci sono sempre i vigili
Tentato ricatto a Pucci e microcamera, il giallo continua
Claudio Figaia
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MASSA. Indagini in corso, molti elementi «a fuoco» nel lavoro degli inquirenti, ma anche grande riserbo della procura sulla vicenda in stile "spy story" della telecamera ritrovata nell'ufficio del comandante della polizia municipale e delle e-mail di minaccia inviate al sindaco Roberto Pucci. Due intrecci non necessariemente correlati, anche se in entrambi i casi si parla di vigili urbani. A indurre la procura ad aprire un fascicolo per ora senza nomi di indagati è stato lo stesso primo cittadino. Pucci, la sera del 27 dicembre, ha ricevuto un sms con indicata una password che consentiva di aprire un documento sulla sua posta elettronica. Un documento in cui si inviterebbe il primo cittadino a "non toccare" il comandante Delvino, pena la rivelazione di «affari sporchi» in grado di «rovinare» lo stesso sindaco. In una seconda e mail, l'anonimo riafferma di essere in possesso di registrazioni compromettenti e dice di essere pronto a darle in pasto alla stampa. Pucci, ovviamente, denuncia il tutto alla Digos che, su input della magistratura, avvia indagini senza sollevare alcun clamore. Poi, nei giorni scorsi, la notizia della scoperta di una micro-camera con impianto di registrazione audio nella stanza del comando dei vigili. Una scoperta clamorosa, che suscita mille interrogativi per ora senza risposta. Chi ha piazzato quell'apparecchiatura e per quale ragione? Esistono registrazioni fatte con quella microcamera e se sì, che cosa contengono? E chi ne è in possesso? Inevitabile pensare a tentativi di ricatto e di tenere "sotot scacco" qualcuno. Ma non è tuttavia certo che fra questa vicenda e quella delle lettere inviate al sindaco vi siano correlazioni più forti di una semplice coincidenza. L'attrezzatura video-audio è stata poi smontata e portata via da una ditta, ma anche su questo è "giallo": chi ne ha ordinato la rimozione? Una circostanza in cui il sindaco, aldilà degli aspetti penali della vicenda, intende fare chiarezza anche sul piano amministrativo, con una richiesta di rapporto sull'accaduto chiesta agli stessi uomini della polizia municipale. E anche sul caso microcamera ci sono indagini: la Digos ha scattato foto e fatto rivlievi nell'ufficio e messo a disposizione della procura gli elementi raccolti. La storia non è finita.
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