Sicurezza
Il caso degli sfrattati accampati sotto il Comune
L'assessore ribadisce: più di così, non possiamo
Barbara Monaco
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CARRARA. Nessuna alternativa per gli ultimi sgomberati da Caina che sono ancora accampati sotto il Comune (nella foto, il giaciglio). L'assessore al sociale Massimiliano Bernardi non ha tentennamenti: «Maurizio Diamanti e Salvatore Aggrate non hanno alcun diritto sulle abitazioni che occupavano - e sottolinea - nello specifico Aggrate ha sottoscritto l'impegno a lasciare l'abitazione il 27 agosto ed ha una compagna residente col figlio in un appartamento popolare nel quale potrebbero sistemarsi anche lui ed il proprio figlio». Per quanto riguarda Diamanti invece l'assessore dichiara: «È noto che non occupava più l'alloggio da tempo e così facendo ha perso ogni diritto, anche lui può andare a vivere con la sua compagna». Niente da fare inoltre anche per il nipote diciottenne che dormiva nella roulotte nel cortile del fabbricato, Bernardi è deciso: «Non si tratta di un mio problema, anche se il ragazzo è nato a Carrara la sua residenza è a Palermo con la madre». Circa poi il fatto che il Comune avesse sistemato il giovane in una struttura sistemazione di accoglienza della zona anni fa, Bernardi puntualizza: «Adesso è maggiorenne, se non ha residenza a Carrara il caso non mi riguarda. L'assessorato al Sociale è pronto a fornire tutti gli aiuti previsti per legge - conclude - se quello che ci chiederanno risulterà idoneo alle normative glielo daremo», e conclude: «Aggrate e Diamanti dovrebbero cercarsi un lavoro e pagare affitti e bollette, come fa ogni altro cittadino carrarese». E nel pomeriggio i due hanno avuto un lungo colloquio con l'assistente sociale, durante il quale la proposta sarebbe stata quella di trovarsi un appartamento in affitto, al pagamento del quale, per i primi mesi, contribuirà l'Amministrazione con mille e 50 euro. «Non possiamo farcela - hanno dichiarato - siamo disoccupati, come faremo a trovare qualcuno che accetti di affittarci una casa? In questo periodo di crisi è impossibile trovare un lavoro regolare che offra garanzie all'eventuale proprietario, senza contare quanto sono lievitati i prezzi di un alloggio e, da parte dell'assistente sociale, non ci è stata proposta neppure una borsa lavoro».
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