Toscana
Il decesso avvenne nel 2006. Nel mirino i farmaci assunti da Giampiero Malabaila
Chiesta la riesumazione del cadavere dell'imprenditore morto dopo una dieta
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I funerali di Malabaila imprenditore sarzanese 2 MINUTI DI LETTURA
SARZANA. Potrebbe essere riesumato il cadavere dell'imprenditore sarzanese Giampiero Malabaila: obiettivo, riuscire a scoprire, attraverso l'esame del capello, eventuali tracce dei farmaci cge furono utilizzati per perdere peso. È stata infatti avanzata questa richiesta da parte del consulente di parte civile nel processo per omicidio colposo a carico del medico di Chiavari Luca Ubaldi, che aveva in cura l'imprenditore sarzanese deceduto per un attacco cardiaco a 50 anni. Si è svolta ieri, in tribunale a Chiavari, l'ultima udienza del processo. Il giudice Roberto Pasca ha letto la richiesta di riesumazione della salma, arrivata da parte del professor Marco Di Paolo, consulente di parte civile, e si è riservato di decidere in merito nella prossima udienza; appuntamento in aula il prossimo 12 maggio. La richiesta arriva dopo una "guerra" di perizie, di accusa e difesa: come noto, il nodo della vicenda è il possibile nesso di causalità tra l'assunzione di farmaci dimagranti, che il medico aveva prescritto a Malabaila, e l'evento della morte, avvenuta per attacco cardiaco. Erano presenti l'avvocato Giovanni Roffo, che assiste i familiari dell'imprenditore sarzanese, e gli avvocati Angelo Paone e Gian Stefano Torrigino, difensori del medico imputato. L'imprenditore sarzanese morì il 17 novembre del 2006 sulla corsia sud dell'A12, per un infarto. Secondo il perito della difesa non può esserci stato nesso di causalità tra la morte e i medicinali prescritti, visto che durante l'autopsia nel corpo dell'imprenditore non erano state trovate tracce di quei farmaci dimagranti. Il perito nominato dalle parti civili aveva invece sostenuto che quel tipo di medicinali poteva essere stato assunto ma già smaltito da Malabaila al momento della morte. Già nel giugno 2008 ci furono i primi sospetti, avanzati dal medico legale della procura di Massa-Carrara, dottor Maurizio Ratti, secondo cui quell'infarto che uccise l'imprenditore sarzanese Giampiero Malabaila, che allora aveva 50 anni, sarebbe correlabile, in qualche misura, con l'assunzione di medicinali prescritti per una dieta da un medico di Chiavari. Al dottor Maurizio Ratti, si era rivolta per chiedere approfondimenti, la figlia dell'imprenditore quando i familiari si recarono all'obitorio di Massa dove era stato portato il corpo dell'uomo.
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