Il Tirreno

Il progetto del cinema all’ex Dalmine diventa un caso politico

Multisala, tutti contro tutti Si divide anche il centrodestra

Claudio Figaia
Stefano Caruso consigliere del Pdl la ex Dalmine e il cinema Splendor in centro città
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Stefano Caruso consigliere del Pdl la ex Dalmine e il cinema Splendor in centro città

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 MASSA. Tiene ancora banco il dibattito sulla multisala progettata dalla società Gesco alla ex Dalmine. Un maxi cinema con 7 sale e 1.220 posti in zona industriale? Una mezza sciagura per il centro storico che solleva anche preoccupazioni su possibili speculazioni, ha detto la vicesindaco Martina Nardi. Creando così qualche imbarazzo nella maggioranza che il progetto multisala lo ha finora sostenuto o comunque non contestato. La questione è, dunque, anche politica e offre al centrodestra l'occasione di attaccare la giunta Pucci. «Questa vicenda è la conferma che l'eterogenea maggioranza non ha un programma condiviso: ognuno coltiva i propri orticelli», accusa ad esempio Stefano Caruso (Pdl).  Cosa succede in giunta? si chiede Caruso, «ciascun assessore segue un programma "privato" o ci sono condivisioni sulle scelte per lo sviluppo del territorio». Dal consigliere di minoranza anche critiche a quei rappresentanti dei commercianti (Confesercenti ndr.) che hanno sollevato timori per le conseguenaze sul centro storico con l'apertura della multisala: «Se la paura è quella di veder svuotare il centro storico, perché non si finisce di essere tanto propositivi a parole e poi, durante i periodi di festa, dove la gente si riversa per le strade, si scatena la caccia ad un bar aperto per un misero caffè?»  Ma è anche l'Idv a porsi domande sulla vicenda. «Cosa sta accadendo in giunta - si chiedono Galeano Fruzzetti e Michele D'Agostino - davvero si sta dando il via libera a una "speculazione immobiliare" come sostiene la vicesindaca, o no, come sostiene l'assessore alle Attività produttive Luigi Della Pina? Registriamo gravi contraddizioni nell'amministrazioni, gravi al punto da richiedere un intervento chiarificatore del sindaco per capire se la giunta ibrida sia entrata in crisi o perlomeno da che parte sta».  Il sindaco Pucci, almeno per ora, però, non si pronuncia. Anche se l'impressione è che per lui l'operazione multisala debba andare avanti.  Intanto arriva anche dal Pdl una presa di posizione di forte critica verso il progetto del maxi cinema in zona industriale.  È quella di Giuseppe Lieti, responsabile delle Attività produttive del partito: «Le aree della zona industriale devono essere destinate alla reindustrializzazione e all'insediamento di attività che portino occupazione», scrive. Perchè, aggiunge, «sono già state troppe le concessioni rilasciate in passato e che hanno permesso l'insediamento di strutture che nulla hanno a che vedere con quello scopo, come, per esempio, sono i centri direzionali». Dunque, per lui, in una realtà «che soffre di uan grave crisi occupazionale, che non riesce ad attrarre investimenti», è sbagliato «occupare altre porzioni di territorio destinato alla reindustrializzazione con iniziative socio culturali, che hanno la loro importanza ma, che devono trovare sede in altre parti della città».

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