Proteste
«Il mio outlet darà lavoro»
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Marina Acconci e a lato riproduzione al computer del centro commerciale Marina Acconci respinge le critiche sul mega centro commerciale
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SARZANA. Una imprenditrice sarzanese a capo del progetto di un mega centro commerciale che sorgerà a Brugnato (Spezia): tecnicamente un "company store", nel gergo comune una sorta di outlet di nuova generazione, destinato a cambiare i connotati commerciali e turistici della zona. Una sorta di cittadella verde dello shopping moderno nella terra di mezzo tra il golfo del Tigullio e la Versilia: "ShopInn Brugnato-Cinque Terre" (apertura prevista nel 2012), dove l'acquisto farà rima con turismo in senso lato (quindi tempo libero, cura del corpo e cultura). Intanto i numeri: 100 negozi tra abbigliamento, fashion, design, ecc. con prezzi da outlet, collegati anche al centro storico di Brugnato (dista 400 metri) tramite bici e trenino elettrico per un totale di 22mila metri quadrati, di cui 700 di centro benessere, 3500 di parco giochi e orto botanico, 1200 di uffici e servizi e 2mila mq di parcheggio. Con previsione di oltre 450 occupati diretti e un centinaio di indiretti, in un bacino da 18 milioni di visitatori e con un bacino di utenza previsto di 3,5 milioni di residenti considerando la zona compresa tra Genova, Parma, Massa Carrara e Lucca. Insomma, un investimento di 60 milioni che vede in prima fila una famiglia sarzanese, Mauro Acconci e la figlia Marina, avvocato, anima dell'operazione. «Abbiamo acquistato nel 2010 le aree che il Comune di Brugnato aveva destinato al commercio con il Puo, Piano urbanistico operativo, nel 2005 - dice Marina Acconci - non abbiamo fatto altro che presentare un progetto, curato dall'architetto Marco Tognetti, che tenesse conto delle possibilità previste dal piano regolatore del Comune e delle indicazioni della legge regionale sul commercio. Tecnicamente si tratta di un centro integrato di negozi di vicinato in ambito urbano su viabilità pubblica. Rispetto a quanto previsto dalle normative, abbiamo voluto fare qualcosa in più, soprattutto nell'ambito del rispetto del territorio in cui il complesso sorgerà». Ecco quindi la novità introdotte da "ShopInn": grande attenzione per l'ambiente, integrazione stretta con il centro storico, con l'intera Val di Vara, utilizzo materiali ecocompatibili, fornitori a km 0 («stiamo iniziando ora a selezionare le imprese provinciali»), impegno ad abbattere consumo di CO2, area energeticamente autosufficiente grazie ai pannelli fotovoltaici. «Volevamo fare un progetto competitivo e per farlo abbiamo puntato sugli aspetti della sostenibilità ambientale, del connubio con il turismo, il modello è quello che coniuga shopping e intrattenimento. Chi critica il nostro intervento non ha ben chiaro come e cosa sarà "ShopInn", è legato a progetti superati, ai classici outlet. Che poi questo progetto avrà incidenze positive sull'intera provincia spezzina ce lo dimostrano gli studi e i dati che per noi sono stati raccolti dal Politecnico di Milano, utilizzati anche per capire come interagire con il territorio e quali accorgimenti adottare per non turbare i caratteri peculiari della Val di Vara e, anzi, incentivare la rinascita di questa zona e lo sviluppo del turismo in tutta la provincia». Per l'occupazione una boccata d'ossigeno. «Ci saranno circa 450 persone nei negozi e un centinaio di addetti che dovranno gestire il complesso commerciale. Fra poco avvieremo una raccolta di curriculum, con un occhio di riguardo ai giovani dell'intera provincia spezzina, attraverso il nostro sito Internet per arrivare entro 6 mesi a fare la selezione del personale che dovrà poi essere formato».
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