Il Tirreno

Biglietti più cari e tante corse cancellate

Alessandra Vivoli
Biglietti più cari e tante corse cancellate

Giro di vite all'Atn: ci sono 15 dipendenti a rischio mobilità o cassa integrazione

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 CARRARA. Biglietti rincarati: da 20 centesimi fino a 5 euro e più (per gli abbonamenti). Corse tagliate: la domenica mattina non si viaggerà in autobus. E 15 dipendenti che rischiano la mobilità. Ecco il giro di vite sul trasporto pubblico.  Un piano di rientro di «lacrime e sangue» quello messo a punto dai vertici dell'Atn e illustrato in conferenza stampa dal presidente, Sirio Bonini, e dall'amministratore delegato Riccardo Bertini. L'obiettivo è far fronte ai tagli di 969mila euro sul trasporto pubblico conseguenti alla manovra Tremonti. «Abbiamo cercato di stringere la conghia in ogni settore - ha speigato Bonini- cominciando, io e l'amministratore delegato ad autoridurci l'indennità del 10% e tagliando il consiglio d'amministrazione che è davvero ridotto all'ossa, non abbiamo più nemmeno il direttore».   Biglietti più cari e caccia ai "portoghesi". Il quadro, emerso nella conferenza dell'Atn, è quello di una provincia dove in molti non pagano il biglietto del bus. Solo nel 2010 ci sono stati 2400 verbali di contestazione. Di questi, ad oggi nè risultano pagati circa un 25 %. Da lunedì si cambia registro: entrano in vigore gli aumenti (da 20 centesimi in sù con un aumento medio del 10,70%) e saranno intensificate le verifiche, in tutte le fasce orarie, anche nelle ore di punta. Non solo, proprio per la lotta contro l'evasione è in corso una trattativa con il sindacato per far svolgere agli autisti stessi l'attività di controllo. I maggiori ricavi da questa manovra, sulla carta, ammonterebbero a circa 300mila euro annui.   Quindici dipendenti a rischio di mobilità. Nel piano aziendale di Atn, che si pone come obiettivo portare il bilancio in pareggio per il 2011, nonostante la scure dei tagli della manovra Tremonti, rientra la nota dolente degli esuberi di personale.  «Sulla carta - spiega l'amministratore delegato Bertini - per far tornare i conti avremmo dovuto mandare a casa 25 dipendenti (1 lavoratore all'azienda costa in media 40mila euro). Abbiamo voluto invece, prima cercare di recuperare in altri settori: risparmiando i soldi della consulenze, riorganizzando le corse e aumentando i prezzi dei biglietti. L'insieme degli interventi recupera circa 500mila euro, per colmare lo squilibrio ne mancano ancora 469mila».  Soldi che Atn ha deciso di recuperare con una riorganizzazione del personale: adesso, quindi, a rischio mobilità o cassa integrazione in deroga (con stipendio all'80%) resterebbero 15 unità lavorative tra personale viaggiante, personale di officina e impiegati. «Per fare fronte a questa emergenza - ha dichiarato in conferenza stampa il presidente Bonini - prima di arrivare a provvedimenti estremi come la mobilità, abbiamo proposto di ricorrere a strumenti di solidarietà». Si tratta ad esempio del congelamento per l'anno 2011 di alcuni istituti contrattuali aziendali (premi aziendali) che consentirebbero un risparmio in grado di coprire lo sbilancio soprindicato. Gli amministratori hanno deciso di autoridursi le indennità del 10%. Se non ci fosse disponibilità da parte delle organizzazioni sindacali ad applicare in tutte o in parte strumenti di solidarietà - spiegano i vertici di Atn - sarà inevitabile il ricorso alla cassa integrazione in deroga con l'accordo sindacale o messa in mobilità.

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