Sicurezza
Asl, la De Lauretis ha detto sì
Chiara Sillicani
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IL NUOVO DIRETTORE. Maria Teresa De Lauretis è livornese, è nata nel 1953 è sposata, ha due figli e un nipote La sua carriera in sanità è iniziata nel 1977 e da cinque anni guidava lazienda pisana È lei il nuovo direttore: adesso la priorità è costruire l'ospedale unico
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MASSA. Questa volta non si tratta di indiscrezioni o voci di corridoio. La notizia è ufficiale: Maria Teresa De Lauretis è il nuovo direttore generale dell'Asl apuana. La procedura per la sua nomina ha già mosso i primi passi a Firenze: formalmente richiesta in sede di consiglio, presto sarà all'ordine del giorno della commissione regionale sanità. Tecnicamente Maria teresa De Lauretis vestirà i panni da direttore soltanto quando abbandonerà l'incarico di commissario, il prossimo 11 febbraio. Semplice, immediata, poco trucco e niente orpelli, ha la concretezza e l'immediatezza di chi è abituato a fare. Adesso, di fronte a sè, ha una sfida non da poco. Lei è il nuovo direttore, ha già scelto lo staff che l'affiancherà? «Non completamente. Posso dire, però, che il direttore amministrativo sarà Lorenzo Pescini, attualmente responsabile area contabile all'azienda di Careggi. Ha collaborato con me in questo periodo, conosce la situazione dell'Asl apuana e la cosa ci permetterà di guadagnare tempo». Lei lascia l'azienda di Pisa e accetta un incarico che si preannuncia impegnativo. Cosa l'ha motivata? «Ho scelto nell'interesse del sistema sanitario regionale: ho lavorato qui come commissaria, conosco la realtà. La mia nomina evita ulteriori stress all'azienda. A Pisa stavo bene, lascio progetti importanti e rapporti personali che certamente continuerò a coltivare». Qual'è la prima cosa di cui si occuperà da direttore? «Senza dubbio la priorità è l'ospedale unico. Dal punto di vista aziendale, metteremo mano al regolamento, quindi definiremo le attribuzioni di responsabilità, anche in relazione alla gestione delle risorse. Dal punto di vista sanitario, dovrò rendere efficiente il sistema». Come pensa di fare? «In azienda i costi sono alti, prima di tutto perché ci sono 4 strutture ospedaliere. Per questo ribadisco che l'ospedale unico è una priorità. È necessario, inoltre, passare ad un'organizzazione basata sull'intensità di cure. Faccio un esempio: ci sono reparti, come l'otorino o l'oculistica con solo due o tre degenti la notte. L'assistenza deve essere comunque garantita, questo significa, calcolati i turni, tre infermieri per pochissimi pazienti. Il passaggio all'intensità di cura, previsto dalla legge regionale 40, permetterà di razionalizzare». Non è vero, quindi, che manca personale? «Manca proprio perché esiste frammentazione, l'intensità di cura permette la riorganizzazione. Certo qualcuno sarà gravato da più lavoro, qualche dipendente, invece, sarà alleggerito. Il cambiamento non sarà facile, anche i medici opporranno resistenza, abituati a lavorare ciascuno nel proprio reparto, ma non passare all'intensità di cura avrebbe costi troppo alti. Certo serviranno confronti con i sindacati e formazione del personale. Dobbiamo razionalizzare - ribadisce - per non razionare». Torniamo ai costi... «Verificheremo se ci sono prestazioni inappropriate. I consumi farmaceutici sono alti - e mostra alcuni dati -, il tasso di ospedalizzazione è il più elevato in Toscana e non perché - sottolinea - sia maggiore il numero delle patologie». E le Oss? Ne verranno assunte altre? «Gli incarichi (i contratti a tempo determinato ndr), erano 131, io ho assunto 125 operatrici. Il fatto che ci sia una graduatoria è del tutto normale, servirà per il turn overe. Sono d'accordo, però, che quella graduatoria debba essere di area vasta e che altre Asl possano attingervi». I sindacati lamentano una scarsa condivisione. «In effetti - ammette - ci siamo visti poco, ma perché era materialmente impossibile. Ripartiremo quanto prima con il confronto». L'ospedale unico è una priorità. Ma a che punto siamo? «Dal Ministero è arrivato un sì con prescrizione. Serve, in parole semplici, un certificato di bonifica. Noi puntiamo ad un via libera entro il 1º aprile. Ribadisco che per me l'ospedale unico è l'obbiettivo prioritario». Lei ha conosciuto gli amministratori locali, 17 sindaci in totale, che impressione le hanno fatto? «Sono abituata all'Asl pisana dove i sindaci erano molti di più. L'impressione è stata positiva, li ho visti tutti quanti molto presenti, collaborativi e interessati alla vicenda. Credo che il rapporto sarà di completa collaborazione - e aggiunge - nel pieno rispetto dei ruoli».
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