Proteste
Mandava sms minacciosi. I carabinieri lo hanno scoperto dopo un anno di indagini
Stalking a minorenni, denunciato
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In basso un sms su un telefonino; a destra una pattuglia dei carabinieri: i militari hanno indagato sulla vicenda per un anno La svolta pochi giorni fa L'uomo prendeva il numero di cellulare delle ragazze su Facebook
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MASSA. Ha tormentato cinque ragazze apuane per mesi, alcune di queste minorenni, con sms pieni di insulti e di minacce di morte. L'uomo, un trentacinquenne che saltuariamente fa il boscaiolo, è stato denunciato dai carabinieri dopo un anno di ricerche. L'accusa è di stalking. Il sospetto è che soltanto una piccola parte delle sue vittime abbia raccontato le molestie alle forze dell'ordine. Il primo messaggio risale a più di un anno fa: era il 26 dicembre del 2009 quando una ragazza dice al maresciallo di una caserma dei carabinieri dello spezzino che al suo cellulare è arrivato un sms da un numero che non aveva mai visto. Il testo è inquietante perché oltre ai triti e ritriti riferimenti sessuali e alle solite parolacce ci sono anche delle minacce. Il mittente scrive letteralmente «ti ammazzo». Il sottufficiale prende nota e dice alla donna di stare tranquilla e di segnalare eventuali altri sms. I militari non devono faticare molto per trovare il titolare dell'utelza telefonica dalla quale è partito il messaggio. Lo convocano e lui spiega che ha perso il cellulare in un locale e di non aver presentato denuncia perché la scheda era ricaricabile e l'apparecchio era di poco valore: «C'erano un paio di euro di credito». Spiegazione che non fa una grinza, ma il maresciallo non abbocca e comincia a spulciare i precedenti dell'uomo. Fedina penale pulita. Anzi pulitissima. Tant'è c'è qualcosa che non quadra. Anche perché quel numero a volte risulta attaccato e squilla senza che nessuno risponda, altre invece è staccato. Ma la cella dove si attacca è quasi sempre la stessa, al massimo è quella accanto. Comuque dopo un paio di mesi la vicenda è già dimenticata. Anche perché la destinataria è una adulta, quindi può trattarsi dello sfogo isolato di uno spasimante respinto. A rispolverarla è un altro sms del 16 giugno, stavolta indirizzato al telefonino di una ragazza che il 16 giugno del 2010 ha appena quattordici anni. Stessa utenza, stesso tenore. Passano altre cinque settimane e dal medesimo numero parte un terzo sms. A una ragazza di 19 anni. I carabinieri cominciano a seguiore l'uomo perché sono convinti che quel cellulare lo abbia lui. Anche perché tutte le vittime erano state contattate dal sospettato in uno dei tanti social network che si trovano in rete. Passa l'estate, arriva l'autunno e poi l'inverno. Il 28 dicembre quarto messaggino e quarta vittima, stavolta una sedicenne. Le frasi sono sempre più pesanti. A incuriosire gli inquirenti è soprattutto il periodo in cui lo stalker si mette a inviare messaggi. Durante le vacanze di Natale e in estate. A risolvere il caso è la prontezza di riflessi di un sott'ufficiale dell'Arma che entra nello stesso bar dell'uomo che stava pedinando e chiede a un collega di chiamare l'utenza misteriosa. E la pistola fumante, con tanto di vibrazione, incastra il molestatore. Per sempre si spera.
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