Il Tirreno

Torna la protesta nella zona di via del Cacciatore

«Smantellate quelle antenne pericolose e senza autorizzazioni»

L’antenna per la telefonia mobile in via del Cacciatore
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L’antenna per la telefonia mobile in via del Cacciatore

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 MASSA. «Ma nell'area Sin non è vietato costruire? E allora, perchè se bloccano industrie e ospedale unico, lasciano che venga costruita una maxi antenna per la telefonia mobile?». La domanda - che riapre la polemica sugli impianti della telefonia e sulla presunta loro pericolosità per la salute - arriva da un gruppo di abitanti di via del Cacciatore, che con le antenne si stanno misurando ormai da diversi anni. Da quando, cioè, si parla di 4-5 anni fa, nella zona apparve un impianto che venne definito mobile (nel senso che era appoggiato su ruote) e che, promisero dal Comune, serebbe stato rimosso dopo poco tempo. Invece, quell'antenna è rimasta lì e anzi adesso è in fase di costruzione un secondo impianto, questa volta fisso.  Il che comporta la costruzione di fondamenta che devono essere scavate in una zona - ricordano i cittadini - classificata come Sito di interesse nazionale (Sin) ossia, in altre parole potenzialmente inquinata.  In una lettera, dunque, un gruppo di abitanti della zona chiede che vengano smantellate le due strutture realizzate, dicono, «senza alcun permesso sia dal ministero che da Arpat, Procura e Asl». E la lettera accusa l'amministrazione di disinteresse su questa vicenda «a discapito dei cittadini che si vedono minacciare la loro salute e svalutare le case costruite con tanti sacrifici e con parecchi soldi».

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