Il Tirreno

Sfrattati da Caina, dormono sotto il Comune

Aggrate e Diamanti
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Aggrate e Diamanti

Diamanti, Aggrate e il nipote: «Davvero non sappiamo dove andare»

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 CARRARA. Sgombero coatto ieri mattina a Caina: l'intervento della polizia è avvenuto poco dopo le 9, quando gli ultimi occupanti del fatiscente immobile, Salvatore Aggrate e Maurizio Diamanti, in seguito ad una telefonata dell'assessore al Sociale Massimiliano Bernardi si erano recati in Comune, pensando che dai servizi sociali giungessero buone notizie. «Sono arrivati mentre noi eravamo fuori - afferma Maurizio Diamanti - e quando siamo tornati avevano finito». Ma il figlio di Aggrate no, lui era in casa quando è stata sfondata la porta ed è stato lui a sistemare i cartoni contenenti gli ultimi effetti personali. Non sono mancati diverbi con le forze dell'ordine per avere il permesso di tornare dentro a prendere qualcosa che ci si era dimenticati. Diamanti ce la fa, vuole prendere alcuni documenti: «Hanno già distrutto buona parte del mobilio, che poi era di mia moglie - afferma al suo ritorno e aggiunge - non so davvero dove andare e c'è anche il mio cane...ci sistemeremo entrambi sotto la tettoia del Comune, non posso permettermi di mollare». Intanto sono arrivati alcuni famigliari di Aggirate: nipote e cognata si preoccupano per il più giovane, Antonio, che fino ad oggi ha dormito nella roulotte sotto le palazzine. «Anch'io abitavo qui - afferma Lorena Angeli cognata di Aggrate - ma adesso mi hanno dato un altro appartamento popolare a Bedizzano. È di appena 40 metri quadri, io sono disoccupata e mio marito è in carcere: ho preso mia nipote ma anche Antonio non ci sta... è davvero una situazione difficile». Antonio non vuole andarsene, non vuole lasciare la roulotte e all'inizio si nasconde perché non riesce a trattenere le lacrime, poi la zia riesce a convincerlo. E la storia del ragazzo, 18 anni compiuti ad agosto scorso, è fatta di sgomberi. «Io vorrei soltanto che ci dessero una casa, anche piccola, dove poter vivere - afferma il ragazzo, "mio padre è ancora in carcere, ma quando uscirà a giugno sarà ancora peggio: una persona in più...». E come annunciato, nel primo pomeriggio Maurizio Diamanti si è recato in Piazza II Giugno, in attesa dell'arrivo, in serata, di Salvatore Aggrate con il figlio. «Quando è passato il sindaco Zubbani - ha affermato più tardi - gli ho fatto presente la mia situazione e mi ha promesso che mi telefonerà domani, dopo che avrà approfondito meglio il mio caso». Ma anche se adesso dice di avere qualche speranza in più, non ha intenzione di andarsene: «Stanotte (ieri notte per chi legge, ndc) dormirò qui col mio cane e gli altri - dichiara - veramente non ho un posto dove andare».  INTERVENTO DEI VIGILI. Nel pomeriggio di ieri, una pattuglia di vigili urbani ha poi completato lo sfratto di un giovane marocchino che aveva provato a nascondersi nello stabile. B.M.

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