Il Tirreno

L’assemblea dei docenti contro i tagli della Gelmini fanno lo “sciopero” delle sostituzioni: «I buchi si coprano coi supplenti»

Scuola Manzoni, stop a gite e straordinari

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 FOSDINOVO. "Il ministro taglia? Tagliamo anche noi". Insegnanti e personale non docente della Manzoni di Fosdinovo (istituto comprensivo che comprende elementari e medie a Fosdinovo e Caniparola) passano all'attacco contro i tagli della Gelmini. «Siamo stanchi di dover sopperire alle carenze organizzative e finanziarie della scuola con il nostro lavoro "volontario", non siamo più disponibili ad attuare attività non dovute al di fuori dell'orario di lavoro», dicono (e scrivono in un documento inviato alle autorità scolatiche, alla preside, ai genitori e all'assessore all'Istruzione) i 30 lavoratori della scuola che hanno deciso questa moblitazione.  Dunque, basta "straordinari" per mettere pezze a una scuola alle prese con supplenti non nominati, con risorse che mancano, con personale sempre più ridotto.  Gli insegnanti della hanno così deciso la sospensione delle gite di più giorni «anche per la oggettiva difficoltà a sostituire i colleghi impegnati in tale attività e garantire il rapporto di uno a cinque richiestro dalla legge per le uscite scolastiche». E non solo. L'assemblea di prof, bidelli e amministrativi ha anche deciso la limitazione delle ore di straordinario: non effettueranno più «se non in situazioni eccezionali e condivise dal collegio docenti» ore eccedenti a quelle previste dal contratto. Ciò significa che i docenti non sono disponibili a coprire i "buchi" creati dalla assenza di colleghi con ore eccedenti il loro orario. «Una scelta - spiegano - che vuole essere anche un sostegno a quei colleghi precari che hanno perso il posto di lavlro e per far sì che vengano nominati i supplenti, come prevede la legge».  Ancora: gli insegnanti non accettaranno alunni provenienti da altre classi nella loro aula, ciò «a salvaguardia del diritto allo studio dei nostri studenti, che hanno diritto a proseguire le loro lezioni senza interruzioni e disturbi e degli altri alunni, che hanon diritto a un insegnante supplente».  Infine, l'assemblea dice no «a progetti calati dall'alto» che spesso «rappresentano forme di finanziamenti per i privati in una scuola che dovrebbe essere finanziata solo con soldi pubblici e che, a volte, sottraggono tempo prezioso alla didattica».  Insegnanti e lavoratori della scuola sono consapevoli che queste forme di proteste provocheranno disagi a ragazzi e genitori. «Ma mobilitarci per contrastare l'immiserimento della scuola pubblica che avrà, questo sì, una pesante ricaduta sulla formazione e sul futuro dei nostri ragazzi è necessario».

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