Il Tirreno

Poste chiuse, disagi a Casette

L’ufficio postale di Casette
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L’ufficio postale di Casette

L'assessore Coppa contro la società: promesse non mantenute, a Canevara uno sportello inefficiente

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 MASSA. «Con la chiusura dell'ufficio postale di Casette continuano i disagi dei cittadini costretti a spostarsi verso l'ufficio di Canevara che certo non brilla per la funzionalità dei luoghi né per i servizi offerti». Così l'assessore all'Innovazione tecnologica Lina Coppa critica Poste Italiane per i disservizi provocati dal taglio agli sportelli montanti.  «Da inizio anno - dice ancora la Coppa - molti anziani hanno avuto difficoltà a pagare le bollette o a ritirare la pensione a causa di problemi al riscaldamento dei locali o per i pc che non funzionavano. Poste Italiane ha chiuso l'ufficio di Casette sostenendo che quello di Canevara sarebbe stato più efficiente e che i servizi sarebbero stati migliori per i cittadini. Così non è. In molti, soprattutto anziani, hanno dovuto sopportare "pellegrinaggi" in altri uffici per poter riscuotere la pensione e tutto, naturalmente, ricorrendo a mezzi propri, all'aiuto di parenti o amici o pagando di tasca il mezzo pubblico. Poste Italiane si era impegnata con l'amministrazione comunale a installare una sorta di bancomat (Atmv) presso l'ex ufficio di Casette per garantire un livello minimo di servizi ma, a gennaio 2011, non si è ancora visto niente».  L'assessore Lina Coppa, che fin dallo scorso anno si è battuta contro la chiusura dell'ufficio, ricorda di avere rinnovato a Poste Italiane l'invito a compiere un sopralluogo per l'installazione della macchina per il servizio automatico e chiude con una «speranza»: che con la liberalizzazione dei servizi postali prevista per il 2011 «i privati che concorreranno a gestire questi servizi siano più sensibili di Poste Italiane alle esigenze dei territori disagiati».

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