Trasporti
Minacce via mail al sindaco
Chiara Sillicani
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La polizia indaga sulle e-mail di minaccia Un anonimo l'ha inviate a dicembre. Indaga la Digos
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MASSA. Se quella della telecamera ritrovata nell'ufficio dell'ex comandante Francesco Delvino ha il sapore della spy story, qualcosa al limite del cinematografico, un giallo vero in Comune c'è. E il protagonista è il sindaco Roberto Pucci: qualcuno gli ha inviato per mail una lettera minatoria, dai toni forti. Non una missiva dal contenuto generico o dal sapore ideologico-politico, nè un testo pieno di insulti o offese. Perchè chi l'ha scritto, e si è ben guardato dal firmarlo, ha messo nero su bianco una richiesta un po' particolare. Insomma, non si trattava di una critica, seppur forte e dai modi pesanti, all'operato del primo cittadino o dell'amministrazione: l'autore entrava nel vivo della gestione della cosa pubblica. Pretendeva, infatti, di mantenere in vita alcuni equilibri esistenti all'interno della macchina comunale, di rinunciare ad alcuni cambiamenti, di non alterare certe dinamiche esistenti o modificare determinate posizioni. Insomma, l'idea era chiarissima: si cercava di intervenire, pesantemente, sull'operato del sindaco e su precise decisioni gestionali. E, tra le altre cose, l'autore della lettera anonima, dettava anche i tempi. Roberto Pucci avrebbe dovuto rinunciare, e in breve, a qualsiasi ridefinizione di alcuni assetti comunali. Non soltanto, nella lettera si chiariva anche che il tempo concesso al primo cittadino, per adeguarsi a quanto richiesto, era poco. Giorni, non di più. E - chiaramente, trattandosi di minacce - chi ha scritto il testo ha voluto anche "spiegare", si fa per dire, in che pericolo il sindaco sarebbe incorso se non avesse fatto quanto gli veniva richiesto. La minaccia era indubbia: se non avesse eseguito quanto preteso, sarebbe stato rovinato, costretto addirittura a dimettersi. Di fronte a quella lettera Roberto Pucci non si è lasciato né impressionare, né intimidire. Ha pensato, invece, che fosse indispensabile capire chi e perché avanzasse quelle richieste. Immediata quindi la telefonata alle forze dell'ordine. Una letta veloce e il sindaco si è reso conto che la questione era delicata. E non poco. Non ha perso tempo, quindi: ha chiamato la polizia. Sulla missiva e sul suo contenuto stanno, infatti, indagando gli uomini della Digos, l'unità investigativa che, non a caso, si occupa di reati in ambito politico. Probabilmente, quindi, gli inquirenti, non escludono che la matrice sia, appunto, politica. Sulla lettara, arrivata negli ultimi giorni del mese scorso, il riserbo è totale. E, visto che è in corso un'indagine, anche il sindaco Pucci non si sbottona. Nessuna indiscrezione sull'inchiesta: impossibile quindi sapere se la Digos abbia già fatto luce, almeno in parte, sulla vicenda o abbia individuato il sospetto autore della lettera. Insomma, un rebus non da poco su cui ora farà chiarezza la Procura.
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