Sicurezza
LA REPLICA
«Su di me solo voci per screditarmi»
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MASSA. Francesco Delvino non è certo persona che si nasconde dietro un dito. Quello che ha da dire lo dice. Lo ha fatto da comandante e lo fa anche ora che a Massa non lavora più. Sul giallo della telecamera nascosta nel suo ufficio, è disposto a dire la sua, ma non riesce a dissimulare la rabbia: «Sono stanco di un vociare perverso - spiega - da parte di chi, per giustificare se stesso, mira a dichiarare il falso su altri. Questo - e qui la spiegazione si fa sfogo - è stato il leit motiv di tutta la mia permanenza a Massa. Sono stanco - rinforza il concetto - perché questo atteggiamento ha leso la mia credibilità e non solo. Perché sono state lese anche le persone che si sono fidate di questi soggetti che raccontano il falso». Ma questa telecamera c'era o non c'era? «Non rispondo ad una schiocchezza, non voglio dare la soddisfazione di una risposta». Poi aggiunge un'osservazione: «Se qualcuno è entrato nel mio ufficio prima del 1º gennaio (il contratto di Delvino con il Comune ufficialmente è scaduto il 31 dicembre ndr) ha fatto una cosa che non avrebbe dovuto fare. Se invece - e ipotizza una seconda possibilità - è entrato dopo la scadenza del mio incarico, allora mostri la telecamera e e le registrazioni. Io sono tranquillo - aggiunge l'ex comandante - se ce l'hanno, tirino fuori le registrazioni che sarebbero state fatte». Poi da Francesco Delvino arriva la provocazione più forte: «Se qualcuno crede che io abbia sbagliato, abbia commesso un errore, allora mi denunci, poi dimostreremo come stanno le cose». E ribadisce che si tratta soltanto di voci a suo discredito. Insomma, per l'uomo che ha guidato il comando, su di lui si vocifera molto e non per il piacere della chiacchiera, ma con l'intenzione precisa di minare, appunto la sua credibilità. Anche se rimangono quelle poche e stringate parole del sindaco: «L'impianto c'era». Così il giallo si infittisce e c'è da scommettre che il dibattito adesso si farà vivace con una serie di botta e risposta. Con la speranza che se ne capisca di più. C.S.
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