Trasporti
Referendum per uscire da Gaia
Musetti (La Destra): abbiamo dato mandato a uno studio legale non è detto che sia possibile ma noi ci stiamo provando
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CARRARA. «La battaglia politica sembra non portare alcun risultato. I baronati di Gaia, nominati dai partiti che reggono le giunte dei Comuni che aderiscono a questa società, continuano a fare il proprio comodo alle spalle dei cittadini carraresi e degli interessi collettivi»: a sottolinearlo è Gianni Musetti della Destra (foto). E aggiunge nel suo documento: «Non sono bastate manifestazioni, denunce, esposti e raccolte di firme. Quando si tratta di Gaia, la sinistra fa squadra intorno ai vertici dell'azienda e contro i cittadini che "dovrebbero" rappresentare. Con uno studio legale di Carrara stiamo valutando le procedure per indire il Referendum popolare, organo supremo di diritto e di garanzia degli interessi collettivi. Dobbiamo capire se la cosa sia fattibile, sia nella procedura di raccolta delle firme necessarie per convocare gli elettori al voto, sia per verificare che gli articoli referendari possano avere immediata attuazione e insindacabilità. Il fatto è uno ed è semplice, nel referendum potremmo chiedere di uscire da Gaia e di tornare alla vecchia gestione Amia, ma il rischio è che l'esito favorevole del voto venga in contrasto con le normative di legge nazionali che non sono solitamente opinabili da un referendum cittadino. Il fatto è che la legge è fumosa e apre anche ad altre possibilità che la sinistra tenta di nascondere per evitare sommosse d'indignazione popolare. È anche vero che si potrebbe ribadire il carattere non economico dell'acqua, sancito dalla carta dei diritti dell'uomo, dal trattato europeo e dalle sentenze di cassazione italiana. In questo modo le bollette dovrebbero essere calcolate senza alcuna speculazione sulla vendita del bene e nel minor costo possibile per il consumatore. Ma vi potrebbe essere anche la possibilità di affidare la gestione dell distribuzione a più di una società, lasciando al consumatore il proprio diritto di scelta e la libertà di concorrenza. Insomma - aggiunge Musetti - nulla è da escludere e noi stiamo già lavorando per comprendere al meglio quali siano gli estremi di questa partita tutta da giocare. Il voto popolare rimane una certezza in questo paese e non si può di certo scavalcarlo per interessi di carattere politico e personale».
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