La manifestazione
Il Comune evade il Catasto
Cinzia Carpita
L'Agenzia del Territorio scopre 95 fabbricati pubblici sconosciuti al fisco
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CARRARA. Fabbricati fantasma, cioè non accatastati: nel nostro territorio nel 2009 ne risultavano «non dichiarati» 1.132 (mai inseriti nelle mappe catastali, o ampliamenti e modifiche edilizie non segnalate agli uffici competenti). Ebbene, ce li ha anche il Comune: beni immobili di sua proprietà, ma fantasmi. Per la precisione sono 95 quelli individuati dall'Agenzia provinciale del Territorio, ex Catasto. Che ha invitato l'ente locale a mettersi in regola, a quanto pare senza un ultimatum datato, ma comunque al più presto. E si profila una nuova tegola per il bilancio. Rischio di stangata. Per i cittadini che non hanno dichiarato i loro immobili c'è una scadenza a fine marzo per farlo, ma - spiegano funzionari comunali - per l'amministrazione pubblica dovrebbe essere sufficiente comunicare al più presto possibile di avere conferito l'incarico di accatastamento, per non correre il rischio che l'operazione di regolarizzazione dei beni immobili (fabbricati urbani, ed ex rurali del catasto terreni) la faccia direttamente l'Agenzia, e in quel caso - si teme - il conto poi sarebbe salato per le casse comunali. Sicuramente, si dice a Palazzo, costerebbe più dei 180mila euro di media stimati in via del tutto sommaria e indicativa, che dovrebbe sborsare l'ente locale ipotizzando che l'accatastamento fosse affidato a professioniti esterni al Comune per un importo che potrebbe variare tra 1.500 e 3000 euro a pratica. Risorse e personale: che fare? Paradossalmente, il problema, che è stato illustrato ieri in commissione urbanistica (presieduta da Pietro Giorgeri) non è costituito tanto da quei 95 immobili fantasma, che - fatte le verifiche sul campo potrebbero anche calare a una sessantina escludendo eventuali ruderi inutilizzabili - quanto dai soldi che l'ente locale non sa dove trovare nel bilancio per fare gli accertamenti tecnici e poi le procedure di accatastamento. Certo è che il tempo stringe, anche alla luce del fatto che presto l'amministrazione dovrà elaborare il bilancio di previsione 2011 e incasellare le varie voci di spesa. Così ieri la commissione alla quale ha partecipato l'assessore all'urbanistica Andrea Vannucci, ha cercato la via d'uscita meno costosa pr l'accatastamento, senza, al momento, trovarla. Solo ipotesi per ora, dopo avere ascoltato il dirigente dell'Urbanistica Claudio Bacicalupi e il responsabile dell'Ufficio Patrimonio, geometra Luca Galletto. L'Agenzia del Territorio ha segnalato al Comune 31 immobili non dichiarati, che dovrebbero rientrare nel catasto urbano e altri 64 del catasto terreni che riguardano fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità e che dovrebbero essere inseriti nel catasto urbano. Insomma, 95 beni-immobili-fantasma di proprietà comunale sparpagliati sul territorio. Sul perché non siano stati accatastati, i motivi non sono stati specificati, ma si perdono probabilmente nei meandri del tempo e della macchina comunale. Non è da molto che l'ufficio Patrimonio è stato accorpato all'Urbanistica che raccoglie anche Demanio e Suap (sportello per le imprese): una ventina di dipendenti in tutto, con una mole esorbitante di pratiche da seguire nei vari filoni. E al Patrimonio sono solo di due. Per mettersi in regola come chiede l'Agenzia del territorio, il Comunale dovrà: fare gli accertamenti in loco, predisporre le planimetrie degli immobili, fare le debite distinzioni tra immobili riutilizzabili (ed eventualmente inseribili nell'elenco dei beni alienabili, cioè da mettere in vendita) e ruderi da cancellare, fare schede, eseguire la procedura di accatastamento. Gli uffici che potrebbero occuparsene, è stato detto ieri in commissione, la mattina sono impegnati in una serie di incombenze del lavoro ordinario, potranno essere utilizzati nel pomeriggio? E con quale spesa sulla voce "personale"? Un pool interno di geometri. L'idea balenata in commissione è quella, suggerita anche dagli uffici, di creare un pool interno di geometri comunali, cioè utilizzare in modo intersettoriale le professionalità esistenti nell'ente locale. O anche attingere dal collegio dei giovani geometri che verrebbero in quel caso coordinati dall'Ufficio Urbanistica. Si pensa anche alla formazione: Galletto andrà in pensione fra circa tre anni e si pone da ora la necessità di un suo successore ben preparato, che potrebbe essergli affiancato da subito, cogliendo l'occasione dell'operazione-accatastamento imposta dall'Agenzia del territorio. Insomma, un lavoro da far bene ma condizionato dalle disponibilità del bilancio già "lacrime e sangue". Obiettivo: evitare la stangata (con eventuali sanzioni) dell'Agenzia provinciale. C'è anche la necessità di passare dal cartaceo all'informatizzazione dei dati catastali. «Dobbiamo assolutamente farlo», ha detto Vannucci. Ma ora la priorità è diventata: evitare la surroga dell'Agenzia. E ancora una volta entra in gioco l'assessore al bilancio per capire se ci sono soldi per accastatare con le forze economiche comunali (spese per il personale e quant'altro) quei 95 "fantasmi", evitando così l'intervento diretto dell'Agenzia territoriale. Altrimenti sarà "lei" a presentare il conto, probabilmente più salato.
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