Il dolore
I sindaci tentano il salvataggio in extremis
Sergio Mastrini
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Lattività nel reparto di ostetricia 2 MINUTI DI LETTURA
PONTREMOLI. Il giorno dopo la decisione di chiusura del punto nascita, gli amministratori della Lunigiana si sono attivati subito per convocare un'assemblea dei sindaci della Lunigiana allo scopo di approvare un documento politico che metta in evidenza come la decisione dell'Asl sia frutto di una scelta esclusivamente tecnica voluta dai vertici che non hanno tenuto conto del parere dalla stragrande maggioranza della popolazione. A questo proposito val bene ricordare che durante le oltre quattro ore di discussione nella sede dell'Asl a Carrara è stato trattato anche il tema della scarsa voglia, dimostrata senza mezzi termini da parte dei medici della costa, di venire a prestare servizio in Lunigiana. E questo in contrasto stridente con l'idea del pubblico servizio, a tal punto che il sindaco, Angelo Zubbani, ha proferito una frase che calza a pennello con l'attuale congiuntura sindacale. Il primo cittadino di Carrara ha detto: «Aspettiamo forse che i medici in Lunigiana li mandi Marchionne?». Una battuta che rende appieno lo stato delle cose. E che riporta alla mente quanto riferito dal dottor Fabrizio Benelli, ginecologo presso il punto nascita di Pontremoli, durante la giunta allargata ai capigruppo consiliari e al personale di ostetricia-ginecologia, un incontro che a causa del diniego dell'Asl si era tenuto in Comune. Benelli, parlando degli sviluppi in seguito a un'eventuale chiusura del punto nascita, aveva manifestato la disponibilità ad andare a prestare servizio anche a Massa, qualora gli fosse chiesto, e questo nonostante gli scarsi apprezzamenti dei colleghi della costa.
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