Sicurezza
I nostri servizi domiciliari costano meno
Barbara Monaco
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Carlo Boni E in commissione sociale si allontana la società della salute
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CARRARA. A Carrara i servizi di assistenza domiciliare costano meno e il Comune, in provincia risulta, il più competitivo rispetto ai costi relativi ai servizi delle altre amministrazioni. Partendo infatti da un massimo di 19,10 euro all'ora nel Comune di Montignoso, passando dai 18,50 di Fosdinovo e ai 17,58 di Massa, le spese carraresi si distanziano notevolmente, con appena 14,53 euro. Di questo si è discusso in Commissione Sociale presieduta da Carlo Boni e, osservando la media, pari a 17,70 euro, il problema è risultato essere la scarsa convenienza effettiva di una simile riduzione dei costi. Il risparmio infatti sarebbe dato dall'esistenza di Apuafarma, unica azienda socio-sanitaria in house sul territorio provinciale, mentre, in tutta la provincia di Massa-Carrara, simili servizi sono offerti da cooperative di tipo A. In poche parole, se non vi fossero costi esterni a far salire la media, i cittadini carraresi ne avrebbero vantaggio, magari potendo disporre di più ore di assistenza. Si tratta dell'annosa questione relativa alla Società della Salute, sulla bontà della cui creazione alcuni rappresentanti dell'Amministrazione da tempo manifestano dubbi, proprio per il timore di dover rinunciare alla convenienza di un'azienda considerata spesso il fiore all'occhiello della municipalità. Il documento comunque, come è emerso dall'incontro di ieri con l'assessore Massimiliano Bernardi sembra necessitare approfondimenti prima di passare al vaglio del Consiglio comunale; alcuni passaggi tecnici infatti, risulterebbero poco comprensibili, oltre che ai membri della commissione, anche allo stesso assessore, che si riserva di ottenere chiarimenti dai propri uffici tecnici. Altro punto all'ordine del giorno sollevato dal presidente Boni poi, è stato quello relativo alla compartecipazione alle spese degli ultrasessantacinquenni residenti nelle Rsa. Una questione questa che, come si ricorderà, è ancora oggetto di più di una contestazione da parte dell'Associazione Radicale La Conca, ma anche dell'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), il cui rappresentante Gianfranco Mannini, in segno di protesta, arrivò ad incatenarsi alle colonne del portico del Comune. Se il regolamento comunale infatti prevede una compartecipazione da parte dei parenti in linea retta di primo grado, per il pagamento della retta delle Rsa, Acu e Radicali, sostengono che tale regolamentazione sia in contrasto con quella nazionale e, per tale ragione intentarono e vinsero alcune cause, mentre altre, come quella contro il Comune di Carrara, sono ancora in corso. Proprio in merito al regolamento comunale quindi Boni ha fatto ieri presente la lettera ricevuta dal difensore civico regionale Giorgio Morales, che avrebbe ricordato all'Amministrazione come in altri Comuni toscani la legislazione differisse, prevedendo la possibilità di poter attingere esclusivamente dalle risorse dell'anziano ricoverato. «Al di là di alcuni ricorsi - ha sottolineato però l'assessore Bernardi - il regolamento comunale sulla compartecipazione fa diretto riferimento alle legislazione toscana n. 66 del 2008 che, almeno per il momento, non è cambiata».
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