Il Tirreno

Gli Oss pronti a scendere in piazza

<b>OPERATRICE.</b> Maria Luisa Ceccarelli &egrave; rimasta senza lavoro
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OPERATRICE. Maria Luisa Ceccarelli è rimasta senza lavoro

Manifesteranno davanti alla presidenza della Regione

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 MASSA. Nella intricata vicenda Asl loro rappresentano uno degli anelli più deboli - se non il più debole - della catena. Gli operatori socio sanitari, Oss, come abbiamo imparato a chiamarli, sono però una categoria unita, consapevole della propria importanza per il funzionamento della macchina ospedaliera. Tanto da essere pronti a scendere in piazza. A Firenze, davanti al palazzo della presidenza regionale.  Non fanno chiacchiere e riescono ad ottenere un incontro con il Prefetto. Chiedono la sua intermediazione: hanno bisogno di sapere se l'azienda stopperà le assunzioni e se loro dovranno dire addio definitivamente alla speranza di un posto fisso. Molti di loro, infatti, stanno facendo i conti con la disoccupazione. Il contratto a tempo determinato è scaduto e di rinnovo neanche a parlarne.  Dalle cooperative all'internalizzazione. Gli operatori sanitari cominciano la loro esperienza in azienda come esterni: assunti da cooperative. Poi arriva l'opportunità di essere internalizzati e a coglierla sono in molti. In realtà dovremmo dire molte perché gli Oss sono sopratutto donne, alcune delle quali con figli a carico. Fino al concorso per un contratto a tempo indeterminato. Un sogno, il posto fisso. In graduatoria, dopo l'esame, ci sono - garantiscono le operatrici - 257 persone. Il commissariamento arriva come un fulmine a ciel sereno: l'azienda scorre la graduatoria fino a 125. Poi più nulla. E i contratti a tempo determinato, gli incarichi, come li definiscono gli Oss, comiciano a scadere e decine di lavoratori si ritrovano a casa. Senza stipendio.   La richiesta d'aiuto alla politica. Arriva quindi il grido d'allarme e a raccoglierlo è Giancarlo Casotti. Consigliere di maggioranza e membro della commissione sanità, Casotti si incontra con 40 operatrici. La saletta consiliare, al primo piano del Comune, è affollata. Le operatrici sanitarie (gli uomini sono soltanto un paio) si sfogano. Ci sono le donne a cui è scaduto il contratto il 31 dicembre e le colleghe rientrate nelle 125 assunzioni. Così se qualcuno chiede disperatamente lavoro, qualcun altro spiega che senza assunzioni i servizi di assistenza di base non possono essere garantiti. «Non ce la facciamo - chiariscono - siamo in difficoltà quando dobbiamo occuparci del trasporto dei pazienti, dell'igiene personale, dell'aiuto ai malati che non sono in grado di mangiare da soli». Chi deve fare i conti con la disoccupazione, si mette le mani nei capelli. Maria Luisa Ceccarelli è in corsia da 12 anni e dal 28 dicembre è senza lavoro. Brunella Riccardi ripercorre tutta la vicenda, dalle coop alla internalizzazione, alle richieste che le Oss hanno avanzato anche al Prefetto. «Lo ringraziamo - spiega Casotti - perché lo abbiamo chiamato a mezzogiorno e alle 16 ci ha ricevuto». A lui le operatrici chiedono di fare da intermediario con la commissaria, l'assessore regionale e il presidente Rossi. Vogliono sapere se l'azienda sanitaria ha deciso di scorrere la graduatoria e chiedono, nel caso non lo faccia, di estendere quella stessa graduatoria a tutta l'aria vasta perchè possano attingervi anche altre aziende. Spiegano che non sono in gioco nuovi posti di lavoro, ma il passaggio al tempo indeterminato di contratti già esistenti. Si danno due giorni dopodiché busseranno alle porte della Regione, batteranno i piedi, si faranno vedere alla Presidenza. L'Asl è senza soldi, ma loro hanno fatto un concorso. E certo la nostra provincia non è in grado di sostener un'altra emergenza occupazionale C.S.

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