Il dolore
Ferri: una logica vomitevole E se la prende anche con Pucci
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PONTREMOLI. Non si fa attendere la dura reazione del consigliere comunale e regionale Jacopo Ferri (esponente di punta del Pdl) alla notizia (attesissima) di conferma della chiusura del Punto Nascite dell'ospedale cittadino «un insulto, ribelliamoci in tutti i modi a questa Regione e a questa Ausl, loro sì da chiudere, che scaricano su di noi i propri gravi fallimenti». E aggiunge «questo ennesimo, gravissimo, insulto che la Regione Toscana e l'Asl riservano al nostro territorio è scandaloso come non mai. Ancora una volta - scrive Ferri - siamo trattati da figliastri che non hanno diritti rispetto ad altri (Bibbiena, Portoferraio, Piombino), figliastri da bastonare e tenere al guinzaglio, figliastri dei quali si può disporre a piacimento». E qui ci va giù duro Jacopo Ferri: «la volontà di chiudere il Punto Nascite di Pontremoli è figlia di logiche politiche vomitevoli che non saranno accettate passivamente. Se il Punto nascite fosse insicuro, come oggi qualcuno deve sostenere per forza, prima di chiuderlo dovrebbero andare a casa quelli che l'hanno lasciato aperto, Rossi in testa e con lui Scaramuccia, Scarafuggi, Magnani. La verità invece è un'altra è che abbiamo a che fare con gente che se ne frega di entrare nel merito delle questioni e decide secondo logiche e convenienze della peggiore politica. Non dobbiamo mollare, dobbiamo mostrare ancora più coraggio. Ferri è arrabbiato anche con Roberto Pucci, il sindaco presidente della conferenza dei sindaci dell'Asl. «Chiederò che il consiglio regionale discuta al più presto la mozione che ho presentato sull'argomento perché sia posto rimedio a questa stortura vergognosa. «Spero che almeno lì mi sia concesso di partecipare e parlare, visto che avevo chiesto di poterlo fare anche alla Conferenza dei Sindaci che si è svolta l'altro ieri, ma il Presidente Pucci non si è neppure degnato di rispondere che non era possibile. Quel silenzio, il solito silenzio non coprirà la gravità di quanto avvenuto. Saremo in tanti a gridare, saremo in tanti a chiedere che si decida diversamente, saremo in tanti ad impugnare tutti gli atti amministrativi che seguiranno questa riunione, saremo in tanti a protestare in tutte le sedi, in tutti i modi, con tutte le nostre forze. Saremo in tanti anche a chiedere - conclude il consigliere del Pdl - di darci una Regione diversa, una Regione che ci tratti come gli altri cittadini che la abitano, una regione nella quale l'Assessore alla Salute abbia il coraggio di confrontarsi con la gente, non come la Scaramuccia che a Pontremoli è scappata per non rispondere ai cittadini, una regione che non ci faccia vergognare - come accade oggi - di esserne parte». M.L.
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