Attenzione
Case fantasma, stangate in arrivo
Gabriele Dini
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Un immagine della città vista dallalto. Sopra, la sede delAgenzia del Territorio di Massa: sono in corso controlli sugli edifici non dichiarati al catasto Per gli edifici non dichiarati al catasto si dovranno pagare migliaia di euro
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MASSA. Rischio stangata per chi non regolarizza i cosiddetti "edifici fantasma". I cittadini in possesso di case, box e altre costruzioni non registrati al catasto e non regolarizzati dopo la nuova scadenza prorogata dal Governo al 31 marzo rischieranno di dover pagare cifre fino a 4000 euro. La denuncia viene dal collegio dei geometri di Massa-Carrara. Il rischio stangate, secondo le stime dell'agenzia del Territorio, riguarda circa 10 mila costruzioni (edifici non dichiarati ed ex rurali) dislocate su tutto il territorio della provincia di Massa-Carrara. L'elenco completo è pubblicato sul sito www.agenziaterritorio.it. Per la regolarizzazione di questi edifici "fantasma" il Governo aveva dapprima fissato il termine del 31 dicembre, poi prorogato al 31 marzo. Il collegio dei geometri di Massa-Carrara consiglia di non sottovalutare questa scadenza e di provvedere alla regolarizzazione degli edifici. Il rischio è quello di vedersi riempire la cassetta delle lettere di cartelle esattoriali e, soprattutto, di dover mettere mano al portafoglio sborsando migliaia di euro. Per illustrare il rischio che si corre i geometri hanno fatto un piccolo esempio. Se si è proprietari di una villetta da 100 metri quadri con un box-garage da 18 metri quadri mai registrati al catasto in caso di controllo da parte dell'agenzia del territorio si rischia di pagare (vedi tabella) circa 2700 euro solo per sistemare la questione con questo ufficio. Questo conto salatissimo si raggiunge sommando diritti per la notifica, per i rilievi, per la realizzazione di una planimetria. Ma i guai per i propriatari beccati dal fisco non finirebbero lì. A questa cifra già di per sé notevole andrebbero poi sommati altri costi. Innanzitutto ci sono le multe che partono da circa 270 euro per arrivare a sfiorare i 1000 (esattamente 978) in base ai ritardi nella denuncia della situazione da sanare. Ma dagli intrichi della burocrazia potrebbero poi sbucare altre brutte sorprese. Sì perché a quel punto anche il Comune potrebbe farsi avanti per chiedere al proprietario non solo di sanare la situazione anche rispetto ai loro archivi ma di versare anche tutti gli arretrati Ici fino a 5 anni indietro nel tempo (il limite massimo previsto dalla legge). Ecco che a questo punto l'esborso per regolarizzare la situazione dell'esempio potrebbe superare i 4-5000 euro. Certo quello indicato dai geometri è un esempio limite. Ma anche solo per un controllo su un annesso agricolo su un terreno ex-rurale il costo delle spese partirebbe da 150 euro. Per questo motivo i geometri invitano i cittadini a rivolgersi a professionisti per cercare di capire come risolvere la situazione. «Quello che consigliamo - spiegano Alessandro Pacciani e Gianpiero Tonini della direzione del Collegio - è di mettere tutto in regola. Qualcuno teme le spese per la consulenza dei professionisti, ma possiamo assicurare che sarebbero molto più basse rispetto a quelle in cui si incapperebbe in caso di violazioni».
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