Finanza
Casa dello studente, forse ci siamo
Sara Ligutti
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La Casa dello studente Domani il vertice fra Comune, Erp e Diritto allo studio universitario
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CARRRARA. Finalmente, dopo tanto tempo, la vicenda della casa dello studente per gli studenti dell'Accademia di Belle Arti potrebbe vedere la parola "fine" e la struttura essere dichiarata abitabile. Quanto ci vorrà esattamente non si sa ancora, ma facendo un calcolo approssimativo si parla di alcuni mesi. L'importante è che a quasi tre anni dall'inaugurazione qualcosa si è mosso. Domani l'ufficio tecnico del Comune si riunirà con l'Erp e il Dsu (diritto allo studio universitario) così da consegnare la documentazione necessaria per il certificato di abitabilità o agibilità, così da consentire l'accatastamento dell'immobile e la certificazione di collaudo degli impianti installati. E qui entra in gioco l'Erp, che dovrà contattare i Vigili del Fuoco per il sopralluogo e il rilascio del certificato di prevenzione incendi. Tutta questa documentazione, insieme all'autocertificazione del professionista che si è occupato dell'accatastamento e del collaudo degli impianti, sarà poi depositata in Comune al settore Urbanistica e la struttura potrà essere dichiarata agibile e abitabile. Ma perché ci sono voluti quasi tre anni per arrivare a questo punto? E cos'è successo esattamente, nel frattempo? Secondo le spiegazioni che arrivano da palazzo comunale, le cose sarebbero andate più o meno così: dal 2005 al 2007 la ditta di costruzioni incaricata dall'Erp ha portato avanti e terminato i lavori sulla struttura, che è poi stata arredata e ammobiliata dal Dsu. In seguito, probabilmente credendo che le procedure rimaste fossero poche e veloci, c'è stata la famosa inaugurazione del 2 aprile 2008, dove era stato annunciato che la Casa dello studente sarebbe stata aperta e avrebbe accolto i ragazzi entro un mese. A questo punto, però, qualcosa non ha funzionato. L'apertura che sembrava imminente si è trasformata in un'attesa di quasi tre anni. Al momento di andare a fare il collaudo degli impianti, infatti, ci si è resi conto che i tubi dell'impianto idrico antincendio erano tagliati in un punto. La ditta che aveva svolto i lavori, infatti - raccontano dal Comune - nel costruire l'ascensore per arrivare al terzo piano (dove si trova la casa dello studente), aveva sbucato il muro nel punto dove passavano anche le tubature, rompendone una. In questo modo l'acqua non arrivava alle bocchette antincendio e l'impianto, chiaramente, non poteva essere dichiarato a norma. Il ripristino delle tubature ha quindi preso quasi un anno e un altro anno è passato in attesa dell'allaccio a Gaia. Un anno più un anno si arriva così al 2010. Da metà settembre a fine novembre dello scorso anno, poi, l'ingegnere incaricato ha svolto le prove (tre in totale) di funzionalità dell'impianto. E, poiché sono state fatte delle modifiche alla struttura, nell'ultimo mese e mezzo l'ingegnere si è occupato del nuovo accatastamento. E così si arriva a domani, quando tutta questa documentazione sarà consegnata nelle mani dell'Erp e del Dsu, che procederanno ad inoltrare la richiesta ai Vigili del Fuoco. E finalmente, dopo quasi tre anni dal taglio del nastro, la vicenda della casa dello studente potrebbe arrivare, forse in pochi mesi, alla conclusione.
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