Italia
LA VICENDA
Nel mirino l'orazione in memoria di Gaetano Bresci
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Il giudice di pace Rino Tortorelli 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un raduno anarchico finito nel mirino. I fatti risalgono al 2003. L'anarchico Joe Fallisi, cantante lirico di Milano, era stato inivatato a Carrara, per le cleebrazioni in memoria di Gaetano Bresci. Proprio per alcune frasi pronunciate durante la sua «orazione» venne accusato di aver offeso, sul palco del raduno anarchico, l'onore e la reputazione di Vittorio Emanuele di Savoia, facendo alcuni riferimenti alla vicenda che riguarda la morte di un giovane tedesco, all'isola di Cavallo nel 1978. «Ha ucciso un giovane tedesco per futili motivi»: questa la frase finita sotto accusa. Insieme a quella secondo cui l'erede Savoia sarebbe stato tacciato dal Fallisi di «traffico di armi» che però, come è stato precisato in udienza, non era oggetto di querela. Dall'erede Savoia era partita la querela per diffamazione. E da qui si è aperto un lungo processo, che è arrivato a sentenza proprio a tre giorni dalla prescrizione. Prima della sentenza, che lo ha assolto, Fallisi, arrivato in ritardo e direttamente dalla Palestina in cui ha partecipato alla missione umanitaria, ha fatto una dichiarazione spontanea. «Da anarchico sono abituato a combattere per la giustizia. Io non mento. Non ricordo con precisione le mie parole, ma escludo di aver parlato di "futili motivi" riguardo ai fatti di Cavallo: non è una frase che mi apaprttiene. Ma ho ritenuto e rintengo che con il suo gesto Vittorio Emanuele ha provocato la morte di un povero ragazzo. È stato un tragico incidente, ma un giovane ci ha rimesso, ingiustamente la vita». A.V.
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