Il dolore
La federazione della sinistra dà la scossa alla politica ma anche ai lavoratori del cantiere
«Ma come sono apatici gli operai Nca»
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CARRARA. «Un altro anno è passato,è passata pure l'Epifania ma i lavoratori Nca non solo non hanno trovato niente nella calza ma non hanno trovato neppure la calza»: è l'amara constatazione di Prc-Federazione della sinistra, che interviene tramire il coordinatore comunale Ernesto Ligutti. «Il 20 dicembre 2010 si sarebbe dovuto tenere un incontro decisivo sulle sorti della fabbrica, si sarebbero dovute avanzare,da parte della proprietà, proposte sulla definizione dell'assetto societario e soprattutto si sarebbero dovuti stanziare i fondi per le fidejussioni necessarie alla costruzione della commessa delle Ferrovie faticosamente acquisita. Niente è stato fatto. L'impressione è di trovarsi al capezzale di un malato di cui qualcuno abbia stabilito d'autorità l'eutanasia nonostante che il malato abbia dato, e l'acquisizione della commessa lo dimostra, chiari segni di vitalità». E aggiunge: «Non ci sorprende il disinteresse di Invitalia e del Governo, non ci meraviglia l'attendismo di alcuni soggetti istituzionali e politici che da tempo hanno individuato soluzioni diverse dalla Navalmeccanica per Nca. Quello che ci amareggia è l'apatia della parte più interessata: i lavoratori. Soprattutto di quelli che sono in condizione di essere avviati alla pensione e snobbano la lotta non pensando che in una provincia col 30% di disoccupazione giovanile perdere l'ultima grande fabbrica sarebbe da irresponsabili di fronte ai loro stessi figli. La Politica e le Istituzioni servono ad aprire le porte, ma poi i problemi devono essere gestiti dalla parte interessata, delegare equivale a suicidarsi». Da qui la convinzione che «possa tentare la sterzata di una situazione ormai drammatica», «solo una decisa presa delle redini da quella parte più avanzata del movimento sindacale, quella che nel corso di questi ultimi anni lottando con le unghie ed i denti ha fatto in modo che il Cantiere Navale sopravvivesse ad ogni sorta di agguati e continuasse ad essere una insostituibile ricchezza e speranza di posti di lavoro in questo nostro disastrato territorio. A questi Compagni in particolare ci rivolgiamo ricordando loro una famosa frase del Comandante: "...chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso...".
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