Il Tirreno

Le associazioni degli esercenti commentano il multiplex che apre in zona industriale

I commercianti si dividono

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Ascom: iniziativa ok. Confesercenti: si uccide il centro

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MASSA. Il progetto multisala in zona industriale divide anche le associazioni del commercio. Ascom-Confcommercio dà il suo benestare all'operazione. E a chi teme uno svuotamento della città risponde: non è un cinema che risolve i problemi del centro. Confesercenti, invece, è del parere opposto: attenti, state commettendo lo stesso errore fatto con il Carrefour, la multisala in periferia farà danni al tessuto del centro cittadino.  «Credo che l'iniziativa proposta sia valida e importante. Mi pare si investano cifre importanti, sono convinto che un progetto imprenditoriale come questo debba essere valorizzato e sostenuto», dice Umberto Sarto di Confcommercio.  E sul depauperamento del centro storico? «L'Astor, per quanto ne so, resterà aperto. E poi non credo che la questione del rilancio del centro cittadino sia risolvibile costruendo una multisala più vicina a piazza Aranci. La verità è che è mancata una politica di crescita in questi anni. Perchè l'amministrazione non pensa alla ristrutturazione di aree come la Martana o Villa Massoni?» attacca ancora Sarto. 

Di tutt'altra opinione Paolo Arpagaus: «La vicenda Euromercato, ossia l'impatto trasferimento nelle aree di bordo (le zone di confine della zona industriale) di attività di carattere commerciale o equiparabili dovbrebbe essere di insegnamento. L'apertura del centro commerciale in periferia ha spostato il baricentro verso la periferia, ha prosciugato per anni lo "struscio" in centro, la gente è tornata solo di recente a riempire la città», analizza il presidente di Confesercenti.  E adesso, invece - prosegue Arpagaus - con la multisala si rischia di ripetere quell'errore: «In quel progetto sono comprese anche attività commerciali accanto alla sala multiplex, si rischia di dare un altro colpo al centro cittadino, di spostare di nuovo il baricentro in periferia. Per questo diamo un giudizio negativo. Non sull'operazione in sè, si badi: non vogliamo entrare nel merito di un progetto imprenditoriale che può avere senz'altro validità. Ma certo una multisala cinematografica più vicina al centro avrebbe tutto un altro impatto...». Insomma, conclude: «Non so se possiamo permetterci un altro "euromercato", Credo di no». C.F.

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